Crollo mercati, banche fallite, fuori dall’Europa: Berlusconi attacca gli alleati confidando in DiBa

Silvio Berlusconi vuole far saltare l'alleanza tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio e attacca gli alleati, paventando un tracollo dei mercati se andassero al governo senza di lui. E Alessandro Di Battista è oggi il suo più grande alleato di scopo.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Silvio Berlusconi vuole far saltare l'alleanza tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio e attacca gli alleati, paventando un tracollo dei mercati se andassero al governo senza di lui. E Alessandro Di Battista è oggi il suo più grande alleato di scopo.

Silvio Berlusconi è riuscito a riprendersi la scena. Magari non esattamente quella della politica propriamente detta, ma lo “show” al Quirinale di giovedì scorso è stato una svolta rispetto al suo inabissamento mediatico post-elettorale. Tra cabaret e avanspettacolo, l’ex premier ha potuto segnalare in diretta televisiva la sua più assoluta indisponibilità a compiere quel “passo di lato” che il Movimento 5 Stelle richiede quale pre-condizione per far nascere un governo insieme alla Lega di Matteo Salvini. E adesso punta le sue carte sul Molise, piccola regione del Meridione, ma forse mai così rilevante sul piano politico nazionale nelle prossime settimane. Qui, le elezioni per il governatore di domenica prossima ci indicheranno se i grillini avranno finalmente la loro prima regione a 5 Stelle o se il centro-destra riuscirà a prevalere e a presentarsi al tavolo del negoziato per il nuovo esecutivo da una posizione di forza ancora maggiore.

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Tuttavia, a Berlusconi interessa vincere anche l’altra sfida, quella dentro la coalizione contro la Lega. E per questo, sabato pomeriggio è volato a Termoli, in provincia di Campobasso, dove a porte chiuse ha cercato di spronare i presenti sulle ragioni per le quali votare Forza Italia. Una registrazione audio ha rubato parole estremamente dure contro gli alleati. Il Cavaliere ha spiegato che se andassero al governo solo Lega e Fratelli d’Italia (insieme al Movimento 5 Stelle, sarebbe sottinteso), sarebbe “un disastro per i mercati”, perché l’evento metterebbe in fuga i capitali dall’Italia; il comparto azionario crollerebbe, le banche fallirebbero e l’Europa ci isolerebbe. Dunque, spiega, l’unica soluzione sarebbe di consentire a Forza Italia di prevalere nettamente sulla Lega e al centro-destra di affermarsi nel Molise.

Sembra quasi comico che a paventare un rischio crollo dei mercati sia colui che rimase nel non lontano 2011 proprio vittima della crisi dello spread, lo stesso che ancora oggi manifesta pubblicamente la convinzione di essere stato oggetto di un complotto politico-finanziario ordito ai suoi danni. Insomma, una volta tanto Berlusconi vorrebbe emergere dal dibattito facendosi interprete dell’esigenza di tutelare quegli stessi mercati che lo tradirono 7 anni fa e che decretarono la fine del suo governo.

Il ruolo nell’ombra di Alessandro Di Battista

In questo racconto e, soprattutto, in questo tentativo di sganciare Salvini da Luigi Di Maio, egli può contare su un “alleato” di ferro: Alessandro Di Battista, noto più amichevolmente ai suoi come DiBa. Sì, proprio l’arci-nemico del Cavaliere ne rappresenta il suo più inaspettato supporto, in questa fase. Avete presente la settimana scorsa, a poche ore dall’avvio delle seconde consultazioni? Di Maio stava faticosamente raggiungendo un accordo con la Lega, chissà forse accettando una qualche forma di ingresso di Forza Italia in un governo tra i due, ma che ti fa Di Battista? Pubblica su Facebook un post esplosivo, carico di insulti contro l’ex leader del centro-destra, che definisce “male assoluto”, scatenando le ire di Forza Italia, che replica per le rime. Che bisogno c’era di ribadire una cosa che appare scontata per ogni grillino che si rispetti? Quello di Di Battista è stato a tutti gli effetti un sabotaggio del tentativo di Di Maio di aprire alla coalizione avversaria – frutto del timore dello stesso Beppe Grillo, oltre che della cassa di risonanza mediatica pentastellata rappresentata dalla linea editoriale di Marco Travaglio – che il movimento rischi seriamente di suicidarsi con una gestione “democristiana” del 31-enne di Pomigliano.

Ma non c’è solo politica in questo sabotaggio di Di Battista ai danni di Di Maio. I due sono tra loro avversari, perché concorrono entrambi alla poltrona di premier. Il romano non si è candidato furbescamente a un secondo mandato alla Camera per riservarsi l’opportunità di farlo al prossimo giro, quando non potrebbe farlo per statuto proprio Di Maio. A quel punto, sarebbe lui la figura più carismatica dell’M5S ad essere incoronata candidato premier e si giocherebbe tutto per vincere, puntando sulla linea movimentista e non dialogante dei 5 Stelle, verosimilmente guardando molto più a sinistra che a destra. Per centrare l’obiettivo, dunque, serve che Di Maio fallisca, che non diventi premier e, meglio ancora, che l’M5S nemmeno riesca a fare un governo, avvicinando così le prossime elezioni.

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Di Battista trama contro un governo M5S-Lega, anzi contro un qualsiasi tentativo di andare al governo del suo movimento. Subito dopo le elezioni, aveva attaccato pesantemente pure il PD sulla linea dell’opposizione renziana a qualsiasi accordo con i “populisti”. Anche allora sarebbe stato suo obiettivo tagliare i ponti con una possibile alleanza a sinistra, mentre mercoledì scorso ha fatto il bis, ma bastonando Berlusconi, facendo saltare la trattativa tra M5S e centro-destra. Per questo, mai come in questi giorni Di Battista e Cav sono amici-nemici per convenienza. Ci siamo illusi che l’M5S si fosse trasformato in un partito di governo, ma non abbiamo capito che deve il suo successo solo e forse esclusivamente al suo restar fuori dalle stanze dei bottoni. E che più di altri è attraversato da personalismi e legittime ambizioni personali, che lo rendono un campo minato per chiunque speri di trovarvici un accordo.

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Argomenti: Politica, Politica italiana

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