Crollo demografico in Italia: gli effetti per imprese e case secondo Moody’s

Secondo l’agenzia di rating Moody’s, l’invecchiamento della popolazione italiana sta mettendo sotto pressione il bilancio dello Stato.

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Secondo l’agenzia di rating Moody’s, l’invecchiamento della popolazione italiana sta mettendo sotto pressione il bilancio dello Stato.

Crollo demografico in Italia rallentato solo dalla presenza di cittadini stranieri. Secondo l’ultimo rapporto Istat, dal 2015 la popolazione residente è in calo, una situazione che configura una vera fase di declino demografico negli ultimi 90 anni.

Meno bambini

In Italia nascono meno bambini, ci sono meno decessi ma sono calati anche il numero di stranieri che ottengono la cittadinanza. Al 31 dicembre 2015 la popolazione italiane è scesa a 55 milioni 104 mila, 235 mila in meno rispetto al 2014.

Al primo gennaio 2019 risiedono in Italia 60.359.546 persone, l’8,7% sono stranieri. Numero che sarebbe potuto essere anche inferiore senza quei 638 mila cittadini stranieri che negli ultimi anni hanno ottenuto la cittadinanza. Al 31 dicembre 2018 sono 5.255.503 i cittadini stranieri iscritti in anagrafe.

Il calo demografico italiano è attribuibile a vari fattori. Nel 2018 le nascite sono calate di 18mila unità rispetto al 2017, anche il numero di stranieri nato in Italia è sceso; la concentrazione maggiore di bambini stranieri nati nel nostro paese è al Nord-ovest e in particolare in Emilia-Romagna.

L’Italia sta diventando anche un paese multietnico con 50 nazionalità differenti, tra cui le più numerose romeni, albanesi, marocchini, cinesi e ucraini.

Sono diminuiti anche i decessi di 15mila unità rispetto al 2017. Tutto ciò è dovuto alle condizioni climatiche e le maggiori o minori virulenze delle epidemie influenzali stagionali che possono influenzare più o meno negativamente i decessi considerando l’invecchiamento della popolazione.

Per quanto riguarda le zone più popolose del paese, queste rimangono al  Nord-Ovest, dove risiede il 26,7% della popolazione complessiva, seguita dal Sud con il 23,1%, il Nord- Est con il 19,3% Centro con il 19,9 e Isole 11,0%.

Gli effetti dell’invecchiamento secondo Moody’s

Secondo l’agenzia di rating Moody’s, l’invecchiamento della popolazione italiana sta mettendo sotto pressione il bilancio dello Stato e non è da escludere che potrebbe avere effetti negativi sulle imprese, il settore immobiliare e finanziario. Mentre le Regioni potrebbero subire l’aumento delle spese sanitarie, effetti negativi potrebbero esserci anche per il mercato immobiliare con una flessione nella domanda dei prezzi, come riporta Il Sole 24 Ore. A rimetterci anche il mercato del lavoro già compromesso.

Secondo Ernesto Bisagno, vice presidente di Moody’s Senior Credit Officer “Nel settore corporate potranno soffrire settori come per esempio i trasporti, i ristoranti, le calzature sportive, comparti dove gli anziani spendono meno mentre aziende dedicate all’alimentare, all’assistenza medica, all’home care potrebbero in effetti avere dei benefici”.

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