Crollano le compravendite immobiliari. I prezzi delle case scenderanno ancora per Tecnocasa

Le case non si vendono più, crollo del 27,5% nel 2012. Si allungano i tempi medi dicompravendite e i prezzi iniziano a scendere. Il mercato immobiliare è tornato ai livelli degli anni Ottanta

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Le case non si vendono più, crollo del 27,5% nel 2012. Si allungano i tempi medi dicompravendite e i prezzi iniziano a scendere. Il mercato immobiliare è tornato ai livelli degli anni Ottanta
Il mercato immobiliare ha vissuto nel 2012 un anno da dimenticare, con il numero delle compravendite sceso a 448.364 unità, circa 150 mila in meno rispetto al 2011 e per un crollo su base annua del 27,5%. Per trovare un dato così basso bisogna risalire al lontano 1985, cioè a quasi un trentennio fa.
Sono i dati emersi dal rapporto immobiliare Abi (Mercato residenziale: la “casa italiana” allo specchioe dell’Agenzia delle Entrate, molto simili a quelli diramati in questi giorni dall’Ufficio Studi di Tecnocasa, uno dei player più attivi nel settore immobiliare italiano.
In particolare, nei capoluoghi il crollo si è fermato (per così dire) al 24,8%, mentre nei comuni non capoluogo si è arrivati a un -26,1%. Su base territoriale, poi, il calo più marcato si è registrato nel Nord Est (-28,3%). 
 

Prezzi delle case in calo: si prende atto della difficoltà del momento?

Ma ciò che desta allarme nel settore è che in Italia potrebbe essere iniziato un trend calante dei prezzi con un ritardo di qualche anno, rispetto a quanto è già accaduto negli altri stati dell’Eurozona. Ad esempio, i dati della BCE mettono in evidenza come nel 2012, i prezzi delle case nel nostro Paese siano scesi solo del 2,7% e dopo un +0,8% del 2011. In Grecia, nello stesso biennio sono crollati di circa il 17%, in Spagna del 20% e in Irlanda del 25%.
Tuttavia, il trend italiano vira decisamente verso un’accelerazione del calo negli ultimi trimestri. Si è partiti da un appena -0,2% nel primo trimestre 2012, per passare da un -2,1% nel secondo trimestre, al -3,8% del periodo luglio-settembre e per arrivare a un più drastico -4,6% dell’ultimo trimestre dello scorso anno.
Tecnocasa ha registrato nel corso del 2012 una discesa media dei prezzi del 10,5% nelle grandi città italiane, dell’11,1% nei capoluoghi di provincia e dell’11,6% nell’hinterland delle grosse realtà urbane. E per il 2013 prevede un calo ulteriore medio compreso tra il 4 e il 6%, mentre le compravendite dovrebbero ancora subire un tonfo a quota 410 mila, ossia ai livelli della prima metà degli anni Ottanta. Improbabile, poi, che i prezzi reggano nelle periferie e per le case popolari, più probabile, invece, che tengano nelle grandi realtà urbane.
E’ come se i proprietari di case stessero prendendo accortezza della situazione solo adesso, mentre ad oggi la volontà di non svendere l’immobile e la difficoltà dal lato della domanda di ottenere un mutuo in banca hanno portato a oltre sei mesi i tempi medi per le vendite, che sfiorano i sette mesi per l’hinterland delle grandi città.
Il calo dei prezzi, quindi, potrebbe favorire una maggiore vivacità del settore, specie se nella seconda metà di quest’anno si dovessero avvertire i primi segnali timidi della ripresa.

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Argomenti: Economia Italia

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