Crolla il potere d’acquisto delle famiglie. Codacons: “dati da terzo mondo”

Oltre 15 mln gli italiani in una situazione di disagio economico. Il calo del reddito disponibile e l'inasprimento del prelievo fiscale hanno determinato il crollo dei consumi nell'ultimo anno

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Oltre 15 mln gli italiani in una situazione di disagio economico. Il calo del reddito disponibile e l'inasprimento del prelievo fiscale hanno determinato il crollo dei consumi nell'ultimo anno

Fotografia impietosa sullo stato di salute dell’economie delle famiglie italiane da parte dell’Istat. Secondo l’Istituto di Statistica l’inasprimento del prelievo fiscale ha causato nell’ultimo anno un drastico calo del potere di acquisto e la più forte flessione dei consumi dagli anni Novanta. In termini percentuali il potere d’acquisto delle famiglie italiane è sceso del 4,8%, una caduta di “intensità eccezionale che giunge dopo un quadriennio caratterizzato da un continuo declino” ha commentato l’Istat nel suo rapporto annuale.

 

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Il tracollo dei consumi è stato il frutto tanto dell’incremento della pressione fiscale quanto dalla forte “riduzione del reddito da attività imprenditoriale“. Il meccanismo alla base di questo fenomeno è facilmente intuibile: per far fronte al calo del reddito disponibile, le famiglie italiane sono state costrette a tagliare dell’1,6% la spesa corrente per consumi. A questo calo è corrisposta una flessione del 4,3% dei volumi acquistati. Come dicevamo nella premesse si tratta appunto del calo più marcato dagli anni Novanta.

Immediata la presa di posizione dell’associazione dei consumatori Codacons secondo la quale i dati Istat dimostrano che quasi 15 milioni di italiani sono in condizione di deprivazione o disagio economico e che circa il 25% della popolazione (con una punta del 40% al Sud) ha ridotto tra il 2011 e il 2012 la qualità o la quantità degli alimentari acquistati, “con un aumento dal 53,6 al 62,3%”.

Per il Codacons si tratta di dati da Terzo Mondo. “Gli italiani sono letteralmente alla fame, dato che sono costretti non solo a ridurre la qualità del cibo, passando, ad esempio, dal filetto al reale, ma a comprarne meno, non avendo abbastanza per arrivare alla fine del mese. In pratica, come nel dopoguerra, devono procurarsi i soldi per poter mangiare“, ha affermato l’associazione.

Per il  ministro del Lavoro Enrico Giannini il rapporto dell’Istat conferma che la “situazione è molto grave sul piano sociale e occupazionale. Il disagio estremo e’ molto cresciuto, il Governo ha il dovere di intervenire“. Sulle caratteristiche di questi interventi Giovannini non si è però sbilanciato limitandosi ad affermare che nonostante l’esistenza di un limite finanziario è necessario fare due cose “supportare le famiglie in difficoltà e investire per far crescere il lavoro“.

 

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