Crociere italiane sulla vetta d’Europa, ecco il primato indiscusso

L'Italia spadroneggia sulle navi da crociera con una quota di mercato di oltre un terzo in Europa. E sarà anche per questo che i francesi non vogliono mollarci Stx.

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L'Italia spadroneggia sulle navi da crociera con una quota di mercato di oltre un terzo in Europa. E sarà anche per questo che i francesi non vogliono mollarci Stx.

Sono stati 6,2 milioni i passeggeri saliti a bordo di una nave da crociera in Europa, il 10% in meno dei numeri del biennio 2012-2013, ma in ripresa di quasi il 10% rispetto ai 5,7 milioni del 2014. Sono gli ultimi dati disponibili e forniti oggi dall’Eurostat, che fanno sorridere l’Italia. Sì, perché il nostro paese spadroneggia con una quota di mercato del 35%, pari a 2,2 milioni di passeggeri. Dietro, e a lunga distanza, si posiziona la Spagna con 1,2 milioni (19%), mentre completa il podio il Regno Unito con 1 milione di passeggeri (16%). Seguono la Germania con 600.000, la Francia con 500.000 e raccolgono le briciole con 200.000 passeggeri a testa Belgio e Grecia. (Leggi anche: Offerte Crociere estate 2017 Costa e Msc)

Primo porto per crociere è inglese

C’è, però, una sorpresa nella classifica dei porti con il più alto numeri di passeggeri in partenza per le crociere: a guidarla è l’inglese Southampton con 829.000, seguito da Barcellona con 685.000, mentre al terzo posto troviamo finalmente un porto italiano, quello di Venezia con 657.000.

L’apparente anomalia – primi in Europa per numero di passeggeri, ma solo terzi per porto di partenza – si spiegherebbe con il fatto che il nostro paese, disponendo di 3.000 km di coste, avrebbe numerosi porti per programmare le partenze, a differenza di paesi come il Regno Unito, che le concentra necessariamente in un’area ristretta, quella meridionale, per esigenze logistiche.

I dati evidenziano il dominio incontrastato della crocieristica italiana, il cui business fa evidentemente gola a tanti, come dimostra la querelle in corso con la Francia sulla nazionalizzazione di Stx, società di costruzione di navi, che il presidente Emmanuel Macron non desidera venga controllata da Fincantieri. (Leggi anche: Scontro Italia-Francia su Stx-Fincantieri)

L’attacco mediatico estero a Venezia

E di recente sono partiti diversi attacchi contro le navi da crociera di passaggio da Venezia sulla stampa anglosassone.

Se il New York Times titola che il capoluogo veneto rischierebbe di trasformarsi in una “Disneyland del mare”, gli inglesi Economist The Guardian pongono più l’accento sull’inquinamento, che a loro avviso sarebbe a livelli d’allarme, tanto da invitare i turisti a girare per i colli con la mascherina anti-smog.

Numeri smentiti da Pino Musolino, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Settentrionale, il quale fa notare come i crocieristi rappresenterebbero solo una frazione delle presenze turistiche in città, ovvero 1,7 su 28 milioni nel 2016, con i primi attesi in calo per quest’anno a 1,5 milioni di unità. E aggiunge che il ritorno economico delle navi da crociera di passaggio sarebbe enorme, se è vero che mediamente ciascun passeggero spenderebbe 160 euro. In definitiva, se tutti scendessero a visitare la città, vi lascerebbero qualcosa come 270 milioni in un anno, cifre da capogiro per una realtà da 265.000 abitanti. Sarebbe come dire che un residente a Venezia incasserebbe la media di oltre 1.000 euro all’anno dalle soli spese effettuate dai crocieristi.

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