Cristian Ronaldo sprona i fans a investire sui derivati, lo seguiranno?

Un tweet di Cristian Ronaldo accende i riflettori sul mondo del trading e genera paure (esagerate?) sui derivati. Vediamo nei dettagli.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Un tweet di Cristian Ronaldo accende i riflettori sul mondo del trading e genera paure (esagerate?) sui derivati. Vediamo nei dettagli.

Cristian Ronaldo o Cr7, com’è ormai noto ai suoi fans di tutto il mondo, il 4 volte pallone d’oro e in corsa per il quinto, vanta ben 59 milioni di followers su Twitter, ai quali ha annunciato all’inizio di agosto il suo ennesimo contratto extra-sportivo con poche semplici parole: “Felice della mia partnership con EXNESS”, ritwittando anche un comunicato della società, nel quale si fa presente che essa persegue una “cultura sociale consapevole”. Cos’è Exness? Si tratta di una piattaforma di trading con sede a Cipro, fondata nel 2008 dal ceo, Petr Valov, e da Igor Lychagov, rispettivamente di 32 e 35 anni, i quali risultano avere doppia cittadinanza russa e cipriota.

La società permetterebbe ai suoi clienti di puntare su contratti derivati con una leva finanziaria fino a 500 volte il margine depositato, cosa che la rende potenzialmente ad alto rischio per i più sprovveduti. Intendiamoci, niente di illegale, semmai la considerazione che viene da fare è se una personalità così popolare come Ronaldo si renda conto di quale impatto abbiano i propri consigli finanziari indirettamente forniti ai fans o se il tweet stesso non sia frutto di un’operazione di marketing studiata a tavolino per incuriosire un vasto pubblico probabilmente estraneo per la gran parte agli investimenti finanziari.

Calcio e trading sembrerebbero due mondi paralleli, destinati a non incontrarsi, se non sporadicamente. Invece, dietro i due mondi potrebbero celarsi attitudini abbastanza simili. Parliamo dei milioni di scommettitori sportivi, che sollecitati magari da un qualche tweet entusiasta del loro beniamino potrebbero decidere di spostare qualche spicciolo verso il trading. Anche qui si tratta, in fin dei conti, di vincere o perdere una scommessa. Ma c’è un particolare, di cui bisognerebbe essere consapevoli prima di passare dal “gambling” al trading finanziario: la leva.

Cosa significa investire con la leva finanziaria

Dicevamo, Exness consente di investire con un leverage fino a 500 volte la puntata. Ciò significa che chi decide di scommettere sull’andamento in rialzo o in ribasso del prezzo di un titolo azionario, obbligazionario, di una materia prima o di un tasso di cambio, è esposto alle oscillazioni del mercato relative a un valore “nozionale” fino a 500 volte più alto il margine depositato. Facciamo un esempio: deposito 1.000 euro su un conto Exness con leva 500:1 e punto sul rialzo del cambio euro-dollaro. Se il tasso di cambio effettivamente si rafforzasse – supponiamo – dello 0,5%, guadagnerò tale percentuale su un investimento totale di 1.000 x 500 = 500.000 euro, ovvero porterò a casa 2.500 euro, 2,5 volte il margine depositato. (Leggi anche: Leverage o leva finanziaria, come investire con pochi soldi)

Tuttavia, se la variazione del cambio andasse nella direzione opposta dello stesso 0,5%, subirei una perdita pari a tutto il capitale (1.000 euro) e in più la società mi richiederebbe di integrare il deposito iniziale (“margin call”) per i restanti 1.500 euro necessari a coprire la perdita. Non è come giocare una schedina pensando che il Real Madrid vinca una gara del campionato spagnolo contro il Valencia, mentre clamorosamente la perde. In quel caso, ci rimetto solo il denaro puntato, non un centesimo di più. Nel caso del trading con l’effetto leva, le perdite possono essere di gran lunga superiori al capitale iniziale investito. In pochi capiscono, infatti, che questo è solo una frazione del capitale totale scommesso e che andrebbe integrato per i casi sfortunati.

Calcio e trading mondi non troppo lontani?

Certo, Exness rassicura che i suoi clienti vengono tutelati dalla politica di investimenti seguita, in modo che non perdano mai più del margine depositato. Inoltre, spiega che il grado di leverage offerto verrebbe studiato sulla base di test effettuati sulla sua “appropriatezza”. Nel caso estremo di leva 500:1, significa che la società opererebbe con uno “stop loss” per variazioni contrarie massime dello 0,2%. Nell’esempio di cui sopra, l’investimento verrebbe chiuso allorquando il cambio euro-dollaro scivolasse dello 0,2%, implicando una perdita pari, appunto, a 1.000 euro sui 500.000 di investimento complessivo, azzerando il margine.

La policy apparentemente rassicurante di Exness potrebbe spingere i calcio-scommettitori seguaci di Ronaldo a pensare di fare qualche puntatina qua e là nel comparto dei derivati. D’altra parte, se è vero che gli spagnoli avrebbero subito perdite nell’82% dei casi di investimento in derivati, è indubbio come tale percentuale risulti inferiore a quella delle perdite patite puntando sulle scommesse sportive. Il vero possibile esito negativo del tweet di Ronaldo non sta tanto nel veicolare un legittimo messaggio promozionale, quanto nella scarsa educazione finanziaria dei più, tra i quali potrebbe emergere la tendenza a confondere il trading con il calcio-scommesse. Anche perché non è certo un solo tweet di Cr7 a pubblicizzare nel mondo calcistico europeo il trading finanziario. Ben otto squadre hanno tra gli sponsor una società attiva in questo ambito, tra cui la Juventus con 24option.com e lo stesso Real Madrid con Exness, mentre l’Atletico Madrid è legato a Plus500. (Leggi anche: Calcio: sponsor scommesse sportive sotto tiro in Premier League)

 

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Argomenti: bolla finanziaria, Economia Europa, Economia nel pallone

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