Crisi Venezuela: sequestrato stabilimento General Motors, uccisi 3 manifestanti

Stabilimento General Motors sequestrato in Venezuela, dove la crisi economica sprofonda a un livello ancora più drammatico. Almeno tre morti tra i manifestanti contro il regime chavista di Nicolas Maduro.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Stabilimento General Motors sequestrato in Venezuela, dove la crisi economica sprofonda a un livello ancora più drammatico. Almeno tre morti tra i manifestanti contro il regime chavista di Nicolas Maduro.

General Motors, la casa automobilistica USA, ha annunciato con forte disappunto il sequestro da parte delle autorità del Venezuela del suo stabilimento nella regione di Valencia, aggiungendo che sarebbero state portate via anche le auto in esso presenti. La società ha fatto sapere di confidare nella giustizia per difendere i propri diritti e di avere chiuso le attività nel paese, ma sta di fatto che figura in una lunga lista di vittime, alcune illustri, del governo “chavista” di Nicolas Maduro. GM opera nel paese andino da 70 anni con attualmente 2.700 dipendenti e vi possiede una rete di 79 concessionari. La produzione di veicoli è in caduta libera da tempo in Venezuela, a causa della carenza di materie prime, a sua volta legata alla quasi assenza di valuta straniera disponibile per le importazioni.

La crisi economica devastante, che ha colpito il paese sudamericano da qualche anno, con il pil in crollo del 18% nel 2016, sembra essere entrata in una fase più drammaticamente avanzata, dopo essere stata scoperta dal resto del mondo nel 2013 con la requisizione degli stabilimenti per la produzione di carta igienica. Lo dimostra anche la “madre di tutte le proteste”, indetta dalle opposizioni per chiedere il rispetto del potere legislativo da parte del governo e manifestare contro l’instaurazione di fatto di una dittatura mascherata da democrazia. (Leggi anche: Medicine finite, ospedali al collasso: Venezuela chiede aiuto all’ONU)

Aria di guerra civile in Venezuela

Secondo notizie locali, raccolte dalla stampa americana, mercoledì sarebbero morti 3 manifestanti, nel corso di scontri con la polizia, tra cui un 17-enne tra le vittime. La tensione è alle stelle, dopo che la Corte Suprema ha revocato i poteri all’Assemblea Nazionale, assegnandoli al governo, il quale, tuttavia, temendo un’insurrezione popolare, li ha riconsegnati ai deputati, a stragrande maggioranza appartenenti alle opposizioni di centro-destra.

Che la situazione stia precipitando lo segnala anche il cambio al mercato nero: per un dollaro servono ora oltre 4.600 bolivar, quando per il cambio ufficiale fisso ne basterebbero 10 e per quello semi-libero meno di 720. Il sequestro dello stabilimento GM potrebbe altresì provocare nuove tensioni tra Caracas e Washington. L’amministrazione Trump, già molto critica verso il regime di Maduro, potrebbe reagire alla misura messa in atto da questi contro una società americana, potenzialmente isolandolo ancora di più nella stessa America Latina. (Leggi anche: Ricco di petrolio, a corto di benzina: il Venezuela di Maduro)

Trump potrebbe intervenire contro il Venezuela

L’occasione per stringere il cerchio attorno al Venezuela vi sarebbe: negli ultimi tempi, i cambi di governo in Argentina, Brasile e Perù in favore di rappresentanti non populisti potrebbero avere creato le condizioni per un intervento degli USA contro il Venezuela, magari attraverso l’imposizione di un embargo, che sarebbe devastante per la già collassata economia del paese. Caracas esporta solo petrolio e peraltro in misura sempre minore, a causa delle difficoltà incontrate nelle estrazioni, per via dei bassi investimenti effettuati. Se non fosse in grado di vendere all’estero nemmeno quegli 1,7 milioni di barili al giorno che le consentono di incassare quotidianamente qualcosa come quasi 80 milioni di dollari (quasi unica fonte di accesso alla valuta pesante), sarebbe carestia totale in un paese, dove già oggi la disoccupazione risulta esplosa al 25%. (Leggi anche: Petrolio Venezuela sequestrato da creditori russi)

 

 

 

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Argomenti: Altre economie, Crisi del Venezuela, Crisi paesi emergenti, economie emergenti, valute emergenti

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