Crisi Venezuela: Maduro incassa l'appoggio finanziario di Russia e Cina, gli USA impotenti

Dietro la crisi in Venezuela, c'è un gioco geopolitico: gli USA che tentano di rovesciare Maduro e Russia e Cina che mostrano i muscoli.

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Carlo Pallavicini

Crisi Venezuela: Maduro incassa l'appoggio finanziario di Russia e Cina, ed è una sconfitta cocente per gli USA

Si torna a parlare di default per il Venezuela: mentre Maduro, durante un discorso, annuncia che l’Assemblea Costituente durerà due anni e che il paese è sotto attacco mediatico, e non solo da parte della comunità internazionale, ecco che spuntano alle spalle del ‘debole’ presidente chavista, Russia e Cina. La questione è di carattere economico-finanziario: il Venezuela deve pagare entro fine ottobre ben 1,8 miliardi di dollari, ma la soluzione sembra arrivare dalla Russia (e dalla Cina). Le motivazioni, come stiamo per vedere non sono di pura filantropia, ma strettamente economiche e geopolitiche.

Un po’ di chiarezza – Le ‘bufale’ sul Venezuela che i media italiani rilanciano: come funziona il meccanismo delle ‘fake news’ ideologiche.

Crisi Venezuela: la partita è tra Russia/Cina da un lato e USA dall’altro

Analizziamo la questione prima in chiave economico-finanziaria e poi geopolitica. Il possibile default del Venezuela dovrebbe essere stato scongiurato: il colosso energetico russo Rosneft ha fatto salire il proprio prestito a 6 miliardi, e il tutto è stato rinviato al 2020; il tutto mediante la contropartita del 50% di Pdvsa, società venezuelana in territorio americano. Cosa significa? Una vittoria per la Russia, che, così, inizia a penetrare anche economicamente sul suolo americano. Non a caso, il capo dell’opposizione a Maduro ha contestato questo accordo, del resto è dagli USA che provengono i capitali per cercare di rovesciare Maduro. Ma nella partita entra anche la silenziosa Cina: proprio durante la giornata di ieri, c’è stato un summit Cina-Venezuela, dove è stato ratificato un accordo che porterà 60 imprenditori dell’estremo oriente a finanziare la cooperazione bi-nazionale. Nel giardino di casa USA bivaccano Russia e Cina.

Approfondimento – Crisi Venezuela, guerra civile a bassa intensità: i due scenari economico-politici post-Assemblea Costituente.

Crisi Venezuela: la posta in gioco geopolitica

Lo scenario a questo punto potrebbe essere il seguente: nel 2018, ci saranno le presidenziali e lì si giocherà la partita, tra il blocco di potere che intende abbattere Maduro e quello che lo appoggia. È chiaro che sarà in quel momento che USA e Russia (con l’incognita Cina) dovranno trovare un accordo su cosa fare del Venezuela e non è detto che a ‘vincere’ sia l’opzione americana: gli USA sono anni che tentano di rovesciare prima Chavez e poi Maduro, senza risultati, il che non fa altro che mostrare la debolezza del paese americano (nonostante la grottesca muscolarità di Trump) che ha sempre immaginato di poter fare il bello e il cattivo tempo nell’America del Sud. Russia e Cina stanno lì ad attendere la restituzione del debito e a lanciare una guerra per procura agli USA.

Gli equilibri internazionali sono davvero cambiati ed è un’illusione tutta occidentale, quella di ritenere di essere ancora la guida del pianeta.

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