Crisi Venezuela, guerra civile a bassa intensità: i due scenari economico-politici post-Assemblea Costituente

Senza 'fake news' ideologiche: ecco cosa si nasconde nella crisi del Venezuela, adesso che è stata eletta l'Assemblea Costuente. Due scenari.

di Carlo Pallavicini, pubblicato il
Senza 'fake news' ideologiche: ecco cosa si nasconde nella crisi del Venezuela, adesso che è stata eletta l'Assemblea Costuente. Due scenari.

La nostra posizione sul Venezuela l’abbiamo chiarita in un nostro precedente articolo e può essere riassunta facilmente in questi termini: in primo luogo, non esistono ‘buoni’ e ‘cattivi’ quando si tratta di uno scontro che si gioca sul sistema economico e sul sistema politico; in secondo luogo, è in atto in Venezuela uno scontro tra due gruppi di potere: quello che fa capo a Maduro e che si è dimostrato essere con una base popolare più forte, e un altro che fa capo all’opposizione, con una base meno forte, ma con l’appoggio delle potenze straniere, dagli USA all’Europa. La notizia del giorno è che Maduro, dopo l’elezione dell’Assemblea Costituente, ha fatto arrestare i due ‘capi’ dell’opposizione (già agli arresti domiciliari): la motivazione è che avrebbero meditato la fuga all’estero. Quali sono gli scenari di questa guerra civile a bassa intensità?

Attenzione – Le ‘bufale’ sul Venezuela che i media italiani rilanciano: come funziona il meccanismo delle ‘fake news’ ideologiche.

Il primo scenario

Iniziamo con qualche dato. La ‘parte’ che appoggia Maduro ha dimostra di essere, numericamente, più forte dell’opposizione: alle urne, nella giornata di ieri, sono andate circa 8 milioni di persone, si eleggeva l’Assemblea Costituente, che dovrebbe riformare il chavismo, confermandolo comunque nelle sue caratteristiche fondamentali, cioè l’anti-americanismo sul versante politico, e un’economia con forte redistribuzione del reddito sul fronte economico (socialismo). Alle consultazioni precedenti (ma informali, con alcun valore legale) indette dall’opposizione, si erano recate alle urne circa 3,5 milioni di venezuelani (secondo le fonti degli osservatori internazionali), anche se l’opposizione e i media internazionali hanno riportato il dato ‘fake’ di 7 milioni. Comunque, Maduro è riuscito a superare anche questa ‘soglia psicologica’ ed è questa la forza che ha avuto dalle consultazioni e che lo ha portato agli arresti di cui sopra.

Il primo scenario è quello di un Venezuela che prosegue nella costruzione del chavismo: il nodo da risolvere è la ‘guerra civile’ che potrebbe scoppiare, a partire dalla ‘guerra’ economica delle sanzioni USA e UE, se non con implicito intervento logistico e militare da parte degli stessi Stati Uniti, che vedono il Sudamerica, in piena dottrina Monroe, come il giardino di casa.

Il secondo scenario

Il secondo scenario riguarda un’analisi delle forze in campo. Come abbiamo visto, da un lato abbiamo la ‘parte’ che appoggia Maduro e che trova la sua forza soprattutto negli strati più poveri della popolazione, che ha avuto un netto miglioramento delle proprie condizioni materiali di esistenza con il chavismo; dall’altro abbiamo la ‘parte’ che appoggia l’opposizione e che ha la sua forza nel ceto medio e medio-alto e soprattutto nei gruppi economici e finanziari del paese che fanno affari con gli USA e le altre potenze straniere.

Il secondo scenario è la guerra civile, non più a bassa intensità come adesso, ma, per così dire, ad alta intensità: non si attenderà la nuova Costituzione, ma si interverrà immediatamente per rovesciare il potere di Maduro. È chiaro che l’opposizione può riuscire in questa impresa, soltanto con l’appoggio militare degli USA: è chiaro, però, che gli Stati Uniti presenteranno un conto abbastanza salato al paese della rivoluzione bolivariana.

Insomma, per il momento, la crisi politica in Venezuela non è chiaro dove posa portare.   

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Argomenti: Crisi del Venezuela, economie emergenti

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