Crisi vacanze e coronavirus: ecco le mete che ci rimettono di più

A soffrire sono le città d'arte ancora poco affollate e con hotel semi vuoti.

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A soffrire sono le città d'arte ancora poco affollate e con hotel semi vuoti.

I vari sondaggi sulle vacanze degli italiani suggeriscono che il 93% non rinuncerà a viaggiare questa estate ma alcune zone rispetto ad altre stanno maggiormente soffrendo la crisi a causa dei pochi turisti. Secondo uno studio dell’Osservatorio Confturismo-Confcommercio e SWG sull’indice di fiducia del singolo viaggiatore, è emerso che il 93% degli italiani resterà in patria questa estate per passare le ferie.

Le zone che soffrono meno la crisi del turismo

A confermare la crisi anche Luca Patanè, presidente di Confturismo-Confcommercio: “Finito il lockdown la crisi continua. Mi auguro che il turismo venga messo con urgenza al centro dei nuovi provvedimenti che governo e Parlamento si apprestano a varare. È necessaria una cabina di regia sul turismo per programmare la ripartenza”.

Tra le mete più quotate resistono a pieni voti Puglia, Toscana e Sicilia dove gli italiani sperano di trovare mare, itinerari green e buon cibo. Chi non vuole rinunciare all’estero invece andrà in Grecia, Francia e Spagna ma anche in Austria, che questa estate è vista più sicura di altre destinazioni. Se alcune zone italiane e paesi europei sembrano resistere e non saranno svuotati di turisti, altre non possono dire la stessa cosa.

Città d’arte semi vuote

A subire maggiormente la crisi sono le città d’arte. Gli hotel sono ancora vuoti in molte città e questo deriva dal fatto che rispetto a località di mare o montagna, le città vengono viste meno sicure senza contare che molte attrazioni sono chiuse o le persone temono assembramenti nei luoghi pubblici. A questo bisogna aggiungere che mancano i turisti stranieri, quelli che durante i mesi estivi, nonostante il caldo, affollavano Roma, Firenze, Venezia e via dicendo.

Meno appeal anche per l’Inghilterra, questo a causa delle restrizioni che imponevano la quarantena per i turisti. Insomma, mentre sembrano resistere alcune particolari mete, altre soffrono molto la crisi causata dal coronavirus e solo i prossimi mesi qualcosa potrebbe cambiare.

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