Crisi UE, tensioni a novembre? Ecco come la Francia potrebbe scatenarle

La crisi dell'euro e della UE sarebbe più vicina di quanto pensiamo e non solo dall'Italia, bensì pure dalla Francia potrebbero arrivare a novembre le prime picconate contro la casa comune europea. Vediamo lo scenario.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La crisi dell'euro e della UE sarebbe più vicina di quanto pensiamo e non solo dall'Italia, bensì pure dalla Francia potrebbero arrivare a novembre le prime picconate contro la casa comune europea. Vediamo lo scenario.

Novembre sarà un mese politicamente molto rilevante sia per gli USA, chiamati ad eleggere il successore di Barack Obama alla Casa Bianca, sia per l’Europa, dove Italia e Francia saranno impegnate in rispettive competizioni elettorali; l’una per il referendum costituzionale, che deciderà le sorti del governo Renzi, considerato l’unico nel Belpaese ad essere impegnato nella difesa della costruzione della UE e, pertanto, percepito come un argine contro la possibile crisi dell’euro, l’altra alle prese con le primarie dei Repubblicani, il partito del centro-destra, in vista delle elezioni presidenziali del prossimo aprile.

Se l’eventuale sconfitta del governo Renzi potrebbe portare a una nuova ondata di tensioni sui mercati finanziari nell’Eurozona, da monitorare sarà anche un altro appuntamento, quello in calendario il 27 novembre prossimo, quando si terrà il secondo turno delle primarie del centro-destra, per le quali corrono diversi candidati, tra cui l’ex premier Alain Juppé e l’ex presidente Nicolas Sarkozy. (Leggi anche: Crisi euro, Italia non si rallegri di una Merkel debole)

Con la vittoria di Sarkozy sarebbe hard Brexit

Prima ancora di addentrarci nel merito di quali conseguenze potrebbero aversi sull’euro, premettiamo che tutti i candidati conservatori in Francia hanno espresso una posizione favorevole alla “hard Brexit”, ovvero segnalano di essere contrari al mantenimento dell’accesso del Regno Unito al mercato comune, qualora Londra non accetti anche il libero ingresso dei lavoratori UE. Già questo lascia presagire che nel caso di vittoria del centro-destra, il prossimo presidente francese sarebbe meno incline a un accordo con i britannici, alzando il rischio di uno scontro tra Londra e Bruxelles e di un divorzio rovinoso tra le parti.

Aldilà di questo, il vero problema sta nel fatto che tutti i sondaggi indichino una vittoria al primo turno dell’euro-scettica Marine Le Pen, a capo del Fronte Nazionale. Tuttavia, al secondo turno, la “dama nera” di Francia sarebbe sconfitta da un candidato conservatore e tenendo presente che le speranze dei socialisti di accedere al secondo turno sarebbero bassissime, a causa della crisi record di popolarità del presidente François Hollande, i rischi di una presidenza frontista sarebbero molto, molto contenuti. (Leggi anche: Elezioni Francia, Sarkozy sta tornando)

 

 

Chances di vittoria di Le Pen potrebbero non essere basse

Attenzione, però, perché le cose potrebbero complicarsi, nel caso in cui ad andare al ballottaggio fossero la Le Pen e il candidato socialista, specie se quest’ultimo dovesse essere proprio Hollande. Un sondaggio Odoxa ha trovato che il presidente uscente perderebbe contro la candidata della destra radicale, raccogliendo solo il 46% dei consensi.

Ma quali speranze avrebbe un Hollande o un Emmanuel Macron di approdare al secondo turno? Abbiamo detto bassissime, tranne che i Repubblicani non scelgano Sarkozy come proprio rappresentante, nel quale caso è possibile che molti elettori moderati propendano per altri candidati più centristi, privandolo dei voti necessari per fare meglio dei socialisti. A quel punto, la partita sarebbe davvero aperta e le probabilità di vittoria della Le Pen reali.

Crisi UE sarebbe irreversibile con Le Pen presidente

E anche nel caso in cui fosse proprio Sarkozy ad arrivare al ballottaggio contro la Le Pen non è detta l’ultima parola. L’ex presidente è molto inviso agli elettori della gauche, che potrebbero o disertare le urne o non riversare le loro preferenze, in ogni caso, in massa su di lui.

Se il 27 novembre prossimo dovessimo assistere alla vittoria di Sarkozy alle primarie dei conservatori francesi, teniamoci pronti a uno scenario tendenzialmente negativo sui mercati finanziari, perché nel migliore dei casi vi sarebbe un raffreddamento dei rapporti tra Francia e Germania sui temi dell’immigrazione e della difesa dell’area Schengen, mentre nel caso peggiore, dovremmo mettere in conto persino una vittoria della Le Pen, che da presidente punterebbe all’uscita dall’euro e alla distruzione della già traballante casa europea. (Leggi anche: Elezioni Francia, Sarkozy e Le Pen unici davvero in corsa)

 

 

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Argomenti: Crisi Euro, Economia Europa, Francia

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