Hard Brexit e fine del TTIP con il mancato accordo tra UE e Canada

L'accordo di libero scambio tra UE e Canada salta e sembra avviato a fare la stessa fine anche il TTIP, mentre per Londra è il segnale che la Brexit sarà "very hard".

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
L'accordo di libero scambio tra UE e Canada salta e sembra avviato a fare la stessa fine anche il TTIP, mentre per Londra è il segnale che la Brexit sarà

Il premier belga Charles Michel ha dovuto ammettere ieri pomeriggio l’impossibilità per il suo governo di firmare l’accordo commerciale tra UE e Canada, noto come Ceta (“Comprehensive economic trade agreement”) e che si sarebbe dovuto ufficializzare proprio a Bruxelles tra due giorni, nel corso di una celebrazione pubblica e alla presenza del premier canadese Justin Trudeau. Un caso, che rischia di aggravare la già forte crisi delle istituzioni comunitarie, quando sono aperti diversi capitoli di estrema rilevanza per la loro credibilità e sopravvivenza.

Che cosa è successo? L’assemblea della Vallonia, una delle regioni di cui si compone il Belgio, ha votato contro l’accordo commerciale, chiedendo maggiori standard ambientali e temendo ripercussioni negative per il proprio mercato del lavoro. Il leader socialista Paul Magnette guida il “no” al Ceta, supportato dai socialdemocratici tedeschi, anch’essi ostili all’intesa, e da altre forze di sinistra in giro per l’Europa, oltre che dai sindacati. (Leggi anche: Salta accordo commerciale UE-Canada)

Niente mercato unico tra UE e Canada

In assenza di un voto favorevole da parte di tutte e cinque le comunità linguistiche tutelate nel paese, Bruxelles non potrà dare il suo via libera, cosa che automaticamente porta al blocco della firma, essendo sufficiente il voto contrario di un solo paese per impedire che l’accordo entri in vigore.

Stando agli studi effettuati sulle trattative lunghe 7 anni, il Ceta porterebbe all’abbattimento del 98% dei dazi tra UE e Canada, dando vita di fatto a un grosso mercato unico da quasi 550 milioni di consumatori, tagliando di mezzo miliardo all’anno i costi a carico delle imprese esportatrici europee.

 

 

 

Anche accordo UE-USA sul TTIP appare spacciato

Il presidente UE, Donald Tusk, aveva posto un ultimatum al Belgio, chiedendogli di fornire una risposta definitiva fino alla serata di ieri, necessaria per consentire al premier canadese di programmare o meno il suo viaggio a Bruxelles per la visita di dopodomani, che a questo punto non ha nemmeno senso che si tenga.

Una fonte del Parlamento di Strasburgo ha dichiarato ieri, che il mancato accordo tra Canada ed Europa porrebbe fine anche al TTIP, l’intesa tra UE e USA, che naviga da mesi in cattive acque e che molto difficilmente vedrà la luce nel medio periodo. E’ chiaro, infatti, che l’avversione al Ceta sarebbe solo l’antipasto di quanto avverrebbe in versione molto più agguerrita, nel caso in cui fosse sottoposta all’attenzione dei governi nazionali la ratifica dell’accordo di libero scambio con gli USA. (Leggi anche: TTIP, accordo UE-USA fallito)

Verso hard Brexit

Ma quanto accaduto potrebbe essere un cattivo presagio anche per il governo di Theresa May, alle prese con le modalità di negoziazione della Brexit, segnalando quanto complicato sarebbe per Londra stipulare un accordo con la UE per il mantenimento dell’accesso al mercato comune, specie se dovessero firmare tutti i 27 paesi del blocco comunitario.

E sorge il dubbio che la Germania abbia volutamente chiesto e ottenuto dalla Commissione europea di spostare verso le capitali la competenza sulla firma di simili trattati per dotarsi di un’arma sufficiente a indebolire la posizione negoziale del Regno Unito, costellando le sue trattative con Bruxelles di tanti e tali percorsi accidentati, da dissuaderlo dal combattere fino in fondo la battaglia per una “hard” Brexit. Salvo improbabili ripensamenti di Londra, invece, si va proprio verso un negoziato duro. (Leggi anche: Brexit: hard o soft, le trattative partiranno tra un anno)

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Argomenti: Altre economie, Brexit, Crisi Eurozona, Economia Europa, Economia USA