Lo slalom dei turisti tra riaperture e richiusure: tornano restrizioni e coprifuoco, mentre la Thailandia è costretta a incrociare le dita

Boom di contagi, variante Delta preponderante e restrizioni nuovamente in vigore. E c'è chi ha anche il problema delle basse vaccinazioni.

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La crisi del turismo non è finita

L’estate 2021 avrebbe dovuto essere quella della ripresa senza più tentennamenti del turismo dopo quasi un anno e mezzo di crisi spaventosa legata alla pandemia. Invece, l’allentamento delle restrizioni sta avvenendo in un clima di incertezza e in molti casi è seguito da un loro ripristino. La variante Delta sta diventando maggioritaria in molti stati, tra cui l’Italia. I contagi giornalieri si stanno impennando praticamente ovunque, specie nelle principali mete turistiche.

In Portogallo, dove i contagi si attestano ormai a una media di 3.000 casi al giorno, una sessantina di comuni ha reimposto il coprifuoco tra le ore 23 e le ore 6. In Spagna, la media è esplosa a oltre 20.000 casi giornalieri, tant’è che persino la città di Barcellona sta meditando di introdurre il coprifuoco. Se non fosse per il timore che la misura sia cassata dai giudici, probabile che sarebbe già stata annunciata.

La crisi del turismo si respira persino in Grecia. Qui, il governo aveva dato priorità alle isole sul fronte delle vaccinazioni, aprendo le frontiere a tutti gli stranieri in vista della stagione estiva e malgrado le ire di capi di governo come Angela Merkel. Tuttavia, dopo l’impennata dei contagi, alcune restrizioni sono già tornate attive. Tra queste, l’ingresso nei locali solo ai vaccinati, isole comprese.

Anche l’Italia a rischio crisi del turismo estivo

La Thailandia ha in comune con la Grecia il fatto che il turismo incide per un quinto del suo PIL. E il premier Prayuth Chan-Ocha ha ammesso con sincerità che il paese debba assumersi un “rischio calcolato” con la riapertura delle frontiere, perché non può permettersi di privarsi dei turisti così a lungo.

Pensate che prima del Covid, qui il principale problema era l’eccessivo congestionamento provocato dagli enormi flussi di stranieri in ingresso ogni anno.

In Thailandia, meno del 5% della popolazione risulta completamente vaccinata e solamente il 14% ha ricevuto una dose. Ciò pone il paese a forte rischio di recrudescenza della pandemia. Ma tra riaperture e richiusure, la crisi del turismo sembra ben lungi dal cessare. In Italia, i numeri non fanno per il momento scattare alcun allarme. Anzi, siamo tra i meglio messi in Europa e nel mondo. La media dei contagi è salita a soli 1.500 casi al giorno, mentre il numero dei morti continua a scendere e non si registra alcuna crescita dei ricoveri.

In teoria, la condizione ideale per attirare almeno i vacanzieri connazionali. Eppure, anche da noi si respira un’aria di potenziale ripristino di alcune restrizioni. Quattro regioni rischiano già di passare in zona gialla (Sicilia, Sardegna, Veneto e Campania) e guarda caso si tratta di principali mete turistiche. Sarebbe un duro colpo per le rispettive economie locali, dato che sarebbe riattivato il coprifuoco. Neppure il tempo di esultare per il trionfo degli Azzurri agli europei di calcio, che già tira un certo vento contrario.

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