Crisi Trony, Mediaworld e Euronics: 10mila lavoratori a rischio

La drammatica situazione delle catene di elettronica in crisi, migliaia di lavoratori a rischio ma Amazon non c'entra del tutto.

di Chiara Lanari, pubblicato il
La drammatica situazione delle catene di elettronica in crisi, migliaia di lavoratori a rischio ma Amazon non c'entra del tutto.

Torniamo ad occuparci della crisi che sta investendo le catene dell’elettronica di consumo in Italia, fenomeno che affonda però le sue radici da lontano, dal momento che una situazione simile si sta verificando nel resto d’Europa e negli Stati Uniti. Spesso, si tende ad utilizzare l’equazione “crisi negozi di elettronica di consumo = Amazon”, in realtà le cose non stanno esattamente così. Ci sono, infatti, più fattori che hanno contribuito alla crisi esplosa negli ultimi mesi, di cui hanno pagato il prezzo maggiore i lavoratori. A metà marzo, circa 500 lavoratori dell’azienda Trony sono rimasti senza stipendio da un giorno all’altro, dopo il fallimento della Dps Group, con la conseguente chiusura di circa 40 negozi sparsi sul territorio italiano.

Situazione drammatica

Secondo le stime effettuate dal quotidiano La Stampa, i lavoratori a rischio sono circa 10 mila. Un numero impressionante, che spiega quanto la situazione sia drammatica sotto ogni punto di vista. Nel solo mese di aprile, a rischiare di rimanere a casa sono in 150 (dipendenti Mediaworld), a causa della scadenza dei contratti di solidarietà.

Amazon pigliatutto: l’apocalisse dei supermercati dietro l’angolo

Non è soltanto colpa di Amazon

La crescita esponenziale delle vendite online, dove il settore tecnologico rappresenta l’ambiente più maturo, è soltanto uno dei fattori che – sommati – hanno contribuito in maniera determinante alla crisi odierna. Amazon, che dell’e-commerce rappresenta il simbolo più conosciuto a livello globale, rappresenta dunque la punta dell’iceberg di un movimento più complesso, che sta alla base del crollo delle vendite nei negozi fisici.

Alessio Di Labio (Filcams Cgil nazionale) ha dichiarato alla Stampa che la crisi attuale è dovuta principalmente a quattro fattori: crisi generale dei consumi, l’arrivo di smartphone e tablet, polarizzazione del mercato italiano, boom delle vendite online. Riguardo al secondo punto, è bene ricordare che l’avvento di smartphone e tablet ha contribuito ad una minore richiesta nel corso degli ultimi anni di prodotti quali computer, macchine fotografiche e lettori mp3, in quanto sostituiti in larga parte dai nuovi device.

Leggi anche: Crisi Trony e Mediaworld: ecco perché non è solo colpa di Amazon

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Crisi economica Italia, Economia Italia