Crisi Spagna: l’Europa salva le banche e affossa gli spagnoli

Iva al 21%, tagli alle tredicesime degli statali, privatizzazioni dei trasporti nazionali e locali e poi il contentino dei tagli ai costi della politica. Ecco il prezzo che la Spagna paga per salvare le banche

di Enzo Lecci, pubblicato il
Iva al 21%, tagli alle tredicesime degli statali, privatizzazioni dei trasporti nazionali e locali e poi il contentino dei tagli ai costi della politica. Ecco il prezzo che la Spagna paga per salvare le banche

Il Primo Ministro spagnolo Mariano Rajoy, guida un governo di centro-destra dal 2011

Il piano europeo di aiuti alle banche spagnole che nei giorni scorsi ha permesso alla Borsa di Madrid di tirare un sospiro di sollievo, oggi ha presentato il suo scontato e salato conto. Il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy questa mattina ha infatti illustrato dinanzi al parlamento spagnolo una serie di misure d’austerity contenute  in un più grande pacchetto taglia deficit che non mancherà, certamente, di suscitare forti proteste da parte di una popolazione che già da tempo deve fare i conti con un incremento fortissimo della disoccupazione.  

Crisi Spagna: tanti tagli e aumento dell’Iva

In pratica, come ha sottolineato lo stesso premier dinanzi al Parlamento di Madrid, il pacchetto di aiuti al sistema bancario concesso dall’Europa, impone a Madrid una serie di tagli urgenti nel 2012 e strutturali fino al 2014. L’obiettivo di tali tagli è la riduzione drastica del deficit spagnolo, condizione imposta dall’Eurogruppo a Madrid in cambio del soccorso alle banche iberiche. In pratica quindi l’Europa si è limitata a indicare un obiettivo che potrà essere raggiunto solo con sacrifici durissimi, la cui delineazione è stata lasciata ai rappresentanti iberici.   Nel corso del suo drammatico intervento Rajoy ha ricordato a tutti che la situazione della Spagna e più in generale dell’Europa è estremamente grave e che i sacrifici di oggi sono necessari per far uscire Madrid dalla crisi. Sotto questo punto di vista assolutamente nulla di nuovo. Sono infatti almeno due anni che i leader europei affermano che le drastiche misure di oggi servono a evitare il tracollo, salvo poi, dopo pochi mesi, annunciare nuove misure ancora più dolorose.  

Tagli Spagna: amministrazioni locali nel mirino

Ma con che cosa è stato barattato il soccorso europeo alle banche iberiche? Nella sua lunga analisi, il premier spagnolo ha messo in evidenza che l’obiettivo del governo è quello di riformare le amministrazioni locali, con risparmi attorno ai 3,5 mld di euro. Proprio il peso degli enti locali e delle Regioni è sempre stato una delle principali cause dell’allargamento del deficit statale. Ma l’esecutivo non ha intenzione di limitarsi a tagliare la spesa per gli enti locali. Il primo ministro ha infatti affermato che è necessario il taglio della tredicesima degli statali e la riduzione di molti altri benefit. Sforbiciata anche sui fondi per partiti e sindacati che saranno ridotti del 20%. Alla disperata ricerca di fondi, il governo spagnolo ha anche annunciato l’intenzione di aumentare l’Iva dall’attuale 18% al 21%. Una decisione questa che potrebbe avere degli effetti molto pesanti sull’economia di un paese che già fa i conti con una forte disoccupazione e prospettive di crescita negative. Per finire, come nel più classico dei piani di austerità, non potevano mancare le privatizzazioni di porti, ferrovie e porti, oltre a una drastica riduzione delle compagnie pubbliche locali. Dietro quindi al solito contentino dei tagli ai costi della politica (di quelli dei sindacati) si nasconde un piano che, preso nel suo insieme, non potrà non avere ricadute negative sugli spagnoli.  

Un piano di austerità da ragionieri

La terapia adottata dal governo di centro destra apparentemente sembrerebbe miscelare strategie diverse ma nella realtà appare quasi come un’operazione da ragioneria con tagli e aumenti distribuiti in modo matematico in modo tale da arrivare al miraggio della riduzione del deficit di 65 mld di due anni.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Crisi Spagna