Crisi nera per le case vacanze, ma gli affitti brevi recupereranno prima degli alberghi

Mercato degli affitti brevi in gravissima crisi con l'emergenza Coronavirus, specie per quel segmento gestito da proprietari improvvisatisi imprenditori. Eppure, con l'aiuto dei professionisti, la ripresa sarebbe relativamente veloce.

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Il turismo è in crisi nerissima con l’emergenza Coronavirus e i “lockdown” disposti ormai in tutte le principali economie del pianeta. Gli spostamenti sono limitati persino nel breve raggio e mai come in queste settimane l’ultimo pensiero delle famiglie è di andare in vacanza. Il mercato immobiliare sta risentendo duramente della crisi, come abbiamo avuto modo di spiegare in molteplici articoli pubblicati sul tema grazie all’ausilio di ELVinvest, società con sede in Svizzera e che si occupa di investimenti immobiliari all’estero. Oggi, vogliamo occuparci di affitti brevi, avvalendoci della collaborazione di Gianmaria Panini, fondatore e a capo di ELVinvest.

Sfruttare il ciclo immobiliare per entrare e uscire al momento giusto

Quando il governo italiano dispose la chiusura di attività produttive e commerciali e il divieto di movimento, salvo i casi di necessità, su tutto il territorio nazionale si registrarono subito cancellazioni fino al 100% delle prenotazioni di case vacanze. Eravamo alla seconda settimana di marzo e adesso che abbiamo superato la prima metà di aprile, possiamo affermare che la situazione non sia affatto migliorata. Fino al 3 maggio, d’altronde, resteremo chiusi in casa e dall’estero è quasi impossibile che giungano nuovi arrivi, date le limitazioni ai movimenti disposti anche negli altri stati e per effetto della cancellazione dei voli delle compagnie.

Gli affitti brevi sono stati la soluzione che molti proprietari di case avevano trovato per sbarcare il lunario, spesso anche solo a copertura della pressione fiscale gravante sugli immobili. In molti altri casi, ci si è inventati piccoli imprenditori, offrendo in locazione più immobili di proprietà o sub-affittandoli. Il mercato ne aveva beneficiato sul fronte sia della maggiore vivacità dei flussi turistici anche nei sobborghi italiani meno noti e ugualmente meritevoli di essere visitati, sia della riqualificazione di immobili prima lasciati all’abbandono o, comunque, che necessitavano di opere di ristrutturazione per diventare appetibili.

Crisi nera non per tutte le case vacanze

Purtroppo, Panini ci spiega che molti si siano improvvisati imprenditori senza esserlo. Può andare bene nei momenti di boom, mentre quando il mercato piange non si sa cosa fare. E questo è il caso per la gran parte dei titolare di case vacanze oggi in Italia. Chi si è avvalso dell’ausilio di un professionista, come lo è ELVinvest nel ramo immobiliare, ha avuto modo di programmare l’attività in modo da reagire meglio a casi straordinari e imprevedibili come questi. Alcuni hanno messo le case vacanze a disposizione del personale sanitario, come nel caso della Lombardia, dove i focolai hanno reso indispensabile l’arrivo di centinaia di medici e infermieri dal resto d’Italia, che hanno trovato così alloggio, in molti casi, proprio grazie agli affitti brevi.

In altri casi, le case sono state messe a disposizione di quanti avevano e continuano ad avere bisogno di auto-isolarsi. Sono due semplici risposte alla crisi, in grado di valorizzare gli immobili anche in assenza di turisti. Questa flessibilità, tuttavia, è stata resa possibile quasi esclusivamente grazie alla consulenza di esperti, perché come abbiamo avuto modo di ribadire in precedenti articoli sul tema, il mercato immobiliare presuppone il possesso di conoscenze esattamente come qualsiasi altro mercato d’investimento. Ignorarne le fondamentali regole di funzionamento e le analisi sull’andamento futuro gioca sempre brutti scherzi.

Gli affitti brevi, dicevamo, sono in crisi nera. Di turisti in arrivo non si vede l’ombra nemmeno nelle principali città artistiche dello Stivale. Ma tutto questo passerà, sebbene la stagione estiva non si profili un momento di recupero delle perdite accusate. Il ritorno alla normalità sarà graduale e gli stili di vita dovranno necessariamente adattarsi per limitare i contagi. Il mantenimento delle distanze sociali, ad esempio, imporrà grossi sacrifici al comparto turistico-alberghiero e continuerà a pesare sugli stessi flussi turistici.

In un certo senso, le case vacanze risulteranno avvantaggiate sugli alberghi. Vi spieghiamo brevemente perché.

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Le occasioni da sfruttare con la fine del “lockdown”

Nei prossimi mesi, fino a quando l’allarme pandemico non sarà del tutto cessato – e potrebbe servire anche più di un anno – sembra difficile che vengano organizzate gite scolastiche o di gruppo. Molti italiani e stranieri, però, non per questo rinunceranno ad andare in vacanza, semplicemente si recheranno nelle mete desiderate da soli, in coppia o in famiglia. E date le minori disponibilità economiche che inevitabilmente questa crisi infliggerà alla classe media, questo scenario avvantaggia gli affitti brevi, mentre pone serie difficoltà alla sopravvivenza degli alberghi, i cui costi fissi sono elevatissimi e che non possono permettersi a lungo di operare con poche camere occupate. Chissà che molti albergatori non rinuncino a riaprire per un po’ di tempo, fiutando il rischio di lavorare in perdita.

Dunque, nuovi spazi di mercato si aprono agli affitti brevi e questo potrebbe garantire ai proprietari delle case vacanze tariffe non troppo in calo rispetto alle passate stagioni, anzi l’uscita di scena di parte della concorrenza meno qualificata riuscirebbe persino a sostenerle. Alcuni titolari di immobili, infatti, potrebbero ritenere più opportuno rifocalizzarsi sul comparto degli affitti a lungo termine, in modo da non subire le profonde oscillazioni del turismo in tempi straordinari come questi, accontentandosi di canoni mensili magari inferiori alla rendita media percepita con le case vacanze, ma almeno costanti nel tempo. Per contro, si corre il rischio di restare esposti alle inadempienze degli inquilini, tipicamente in rialzo con la crisi.

Riassumendo, gli affitti brevi stanno accusando una crisi devastante, che spingerà fuori dal mercato le case vacanze gestite da imprenditori improvvisati. Quanti si sono avvalsi del sostegno di un professionista hanno potuto anche solo parzialmente scampare al crollo delle prenotazioni e, soprattutto, potranno guardare con maggiore fiducia al prossimo futuro, riuscendo a sfruttare le opportunità che si apriranno con il ritorno graduale alla normalità.

L’importante, come sempre, è studiare il mercato per offrire un servizio in linea con la domanda, altrimenti non si uscirà mai dalla dimensione raffazzonata di una micro-impresa senza prospettive robuste.

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