Crisi MPS, servono 8,8 miliardi: adesso rischiano anche gli obbligazionisti senior

Il fabbisogno di capitale per MPS sale da 5 a 8,8 miliardi. Come anticipato, adesso rischiano anche gli obbligazionisti senior. Dei numeri di Siena non si fida nemmeno la BCE. Sarà bail-in?

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Il fabbisogno di capitale per MPS sale da 5 a 8,8 miliardi. Come anticipato, adesso rischiano anche gli obbligazionisti senior. Dei numeri di Siena non si fida nemmeno la BCE. Sarà bail-in?

Ennesimo colpo di scena nella vicenda, ormai farsa, di MPS. La BCE ha inviato nelle scorse ore al Ministero dell’economia e delle finanze di Roma due lettere, nelle quali si stima in 8,8 miliardi il fabbisogno di capitale per la banca senese. Parliamo di un importo di 3,3 miliardi superiore a quello sinora stimato (+76%), che era stato di 5 miliardi. Immediata la replica dell’istituto, che ha comunicato di essere intento a verificare la metodologia applicata dalla BCE per la revisione al rialzo del fabbisogno.

E Francoforte spiega che alla cifra di 8,8 miliardi si è arrivati con un trattamento alla greca, ovvero utilizzando gli stessi calcoli sottesi alla stima del fabbisogno di capitale per gli istituti ellenici nel corso del 2015, quando vennero presi come riferimento gli stress-test del 2014, ma s’inasprirono i requisiti patrimoniali previsti per lo scenario avverso dal 5,5% all’8%.

MPS è stata l’unica banca europea, che agli stress-test pubblicati dalla BCE a fine luglio era risultata con un deficit patrimoniale nel caso di scenario avverso simulato (-2,44%). Allora, però, la richiesta, come per tutte le altre banche europee monitorate, era stata di un Cet 1 minimo del 5,5%, mentre adesso è salita all’8%. (Leggi anche: Obbligazioni MPS, salvataggio pubblico con tanti dubbi)

Lo stato si accolla i due terzi della perdita?

Del perché di questo inasprimento appare chiaro: come per le banche greche, la BCE approfitterebbe del salvataggio pubblico per alzare il prezzo e arrivare a un irrobustimento del patrimonio oltre le precedenti richieste, forse anche dubitando dei numeri forniti dall’istituto. Nel caso di Atene, era in corso una trattativa tra governo e Troika (UE, BCE e FMI) per giungere al terzo bail-out del paese, salvando anche le sue banche, mentre nel caso italiano parliamo del varo del decreto “salva risparmio” con garanzie statali fino a 20 miliardi di euro, messe a disposizione delle nostre banche.

Di questi 8,8 miliardi, spiegano le due lettere, 4,5 saranno a carico dello stato, 4,3 degli obbligazionisti subordinati. Tuttavia, altri 2 miliardi se li sobbarcherà lo stato, attraverso il meccanismo già spiegato di tutela degli obbligazionisti subordinati del canale retail, acquistandone le azioni MPS oggetto della conversione forzata dei bond.

(Leggi anche: MPS salvata dallo stato, ecco cosa devono sapere gli obbligazionisti)

 

 

 

 

I numeri dubbi di MPS

In tutto, quindi, la ripartizione degli oneri (“burden sharing”) dovrebbe essere di 6,5 miliardi a carico del Tesoro, di 2,3 miliardi a carico degli obbligazionisti di MPS.

Attenzione, però, perché come vi avevamo anticipato ieri, pur non essendo a conoscenza ancora dell’ultimo colpo di scena, gli obbligazionisti senior sarebbero più a rischio di quanto s’immagini. I 5 miliardi finora stimati da MPS per ricapitalizzarsi erano frutto di un calcolo sospetto, coincidendo con il valore dei bond subordinati e basandosi sulla stima di 27,7 miliardi di euro in crediti deteriorati ceduti al prezzo di un terzo del loro valore originario, superiore a quello medio esitato da simili operazioni in Italia. (Leggi anche: Obbligazioni MPS, così la banca è passata alle minacce)

Sarà bail-in per gli obbligazionisti senior?

Da Bruxelles, si tiene fermo il punto: lo stato italiano potrà intervenire, solo dopo che le perdite saranno state coperte da azionisti e obbligazionisti (subordinati e senior), in applicazione di quanto previsto dal bail-in. Se così fosse, saremmo nella situazione di dovere azzerare le obbligazioni subordinate e di intaccare per i restanti 3 miliardi e rotti anche quelle senior, ovvero tagliandone il valore di quasi il 20%, magari procedendo a un contestuale rimborso per la clientela retail, specie se provasse di avere investito senza un adeguato profilo di rischio, cosa che varrebbe paradossalmente, però, più per i subordinati che non per i senior, in teoria, molto meno rischiosi.

MPS dovrà emettere nuove obbligazioni senior nel 2017 per 12 miliardi complessivi, a copertura dei bond in scadenza nell’anno. E il Tesoro le ha già garantite con il decreto, forse per allontanare lo spettro di un flop delle operazioni di collocamento. Non sarà che il governo abbia varato la garanzia, in previsione dell’intaccamento anche dei bond senior, che certamente provocherà una nuova scia di polemiche, sfiducia e uno shock sul mercato? (Leggi anche: Crisi MPS, bail-in mascherato è rischio contagio per altre banche italiane)

 

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