Crisi M5S, abbandoni di massa in vista. La senatrice Gambaro cacciata da Grillo

Si fa sempre più caotica la situazione all’interno del Movimento 5 Stelle. Il rischio è quello di una scissione all’interno dei gruppi parlamentari. Si parla di una quarantina tra deputati e senatori. Quali sarebbero le prospettive future?

di , pubblicato il

Ieri pomeriggio la senatrice Adele Gambaro rilasciava una dichiarazione nella quale accusava Grillo di aver causato il pessimo risultato del Movimento 5 Stelle alle elezioni amministrative. Secondo la sua interpretazione, i toni eccessivi del comico genovese e le sue illazioni sul parlamento hanno generato un’emorragia importanti di consensi. Grillo, dopo qualche minuto, scriveva un post nel blog. Un post di scomunica nel quale la senatrice viene apostrofata con un “tu non vali niente”. Il malumore nei confronti del leader sarebbe in realtà largamente diffuso e potrebbe portare all’abbandono di parecchie decine di Parlamentari (L’anatema dell’ex Furnari: “L’M5S imploderà”. Il crollo in Sicilia avvia l’esame di coscienza).  

Espulsioni M5s, dalla crisi all’autodistruzione

Alcuni parlamentari hanno parlato dopo i fatti della Gambaro. La maggior parte degli intervistati ha manifestato una certa solidarietà a Beppe Grillo, ma non mancano dichiarazioni che implicitamente portano alla strada della rivolta o della semplice scissione. Tutte dichiarazioni che esprimono la necessità di tagliare il cordone ombelicale che lega i pentastellati che siedono in parlamento al proprietario del marchio. Secondo il senatore Pepe, infatti: “Siamo troppo Grillo dipendenti e Beppe, anche fisiologicamente, non può reggere, non dura un’altra legislatura. Ha quasi 65 anni. Lei lo vede a 70 nelle piazze che si incazza ancora. Dureremo una legislatura: siamo destinati ad autodistruggerci”.  

Le prospettive, tra crisi ed elezioni future

Grazie ai fatti della Gambaro, i meccanismi che regolano il Movimento 5 Stelle si sono palesati agli occhi dell’opinione pubblica. Semplicemente, chi critica Grillo è fuori dal M5S(o rischia di andarci). Il ruolo del comico genovese, e dunque il rispetto alla sua persona, sono alcuni dei pilastri inderogabili di cui ha parlato Marra, nuovo capogruppo al Senato (sul caso dei dissidenti M5S si legga qui) Dunque, se è vero che i malumori ci sono, la prospettiva di un’esplusione di massa non è un’utopia.

Potremmo assistere, anche, a una sorta di suicidio assistito, a delle dimissioni più o meno volontarie. La domanda da porre è: e dopo? Il Pd avrebbe, con quattro mesi di ritardo, il manipolo di dissidenti con cui ha sperato invano di ottenere la maggioranza alle due camere. Un manipolo probabilmente ben predisposto al dialogo ma ormai poco spendibile per un nuovo governo, visto che il governo già c’è ed è pure abbastanza solido. In definitiva, le conseguenze sul piano governativo non sarebbero rilevanti. Quelle sul piano politico, però, sì e si sostanzierebbero in un danno di immagine del Movimento 5 Stelle, in grado di assestare un duro colpo ad una compagine che in pochi mesi ha perso una parte dei consensi. In un momento in cui il “fare presto” è l’imperativo che prorompe dalla base elettorale di qualsiasi partito, le beghe interne hanno effetti devastanti. Sicuramente, almeno, Letta & co. godranno di una opposizione un po’ meno inflessibile – sempre se i dissidenti prima o poi usciranno dal guscio – da affiancare a quella più dialogante di Sel.  

Argomenti: