Crisi lavoro Italia: occupazione trainata in 20 anni solo da donne, uomini giù

Le cifre Eurostat sull'occupazione in Italia confermano la grave crisi del lavoro nella nostra economia. Notizie sconfortanti per gli uomini, che in 20 anni hanno visto peggiorare la loro posizione.

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Le cifre Eurostat sull'occupazione in Italia confermano la grave crisi del lavoro nella nostra economia. Notizie sconfortanti per gli uomini, che in 20 anni hanno visto peggiorare la loro posizione.

Non è ancora tempo di fare bilanci sull’efficacia del Jobs Act, se non al livello preliminare, ma abbiamo una certezza: l’Italia è tra i tre paesi UE con il più basso tasso di occupazione nella fascia di età tra i 20 e i 64 anni. E’ la sintesi drammatica della crisi del lavoro nel nostro paese, le cui distanze con il resto delle economie avanzate d’Europa si mostrano in aumento. Solo il 60,5% degli italiani in età 20-64 anni ha un impiego, al pari della Croazia e sopra solo al 54,9% della Grecia. Quest’ultima ha compiuto un grande passo indietro rispetto a 20 anni fa, quando ancora risultava occupato quasi il 60% della popolazione, il 5% in più che in Italia. Pesa chiaramente il collasso del mercato del lavoro di quest’ultimo decennio di estrema crisi. (Leggi anche: In Italia mancano 4 milioni di posti di lavoro)

Tornando all’Italia, risulta da noi occupato il 70,6% degli uomini, ma solamente il 50,6% delle donne. Solo per avere un raffronto con le grandi economie europee, si consideri che in Germania è occupato il 78% dei tedeschi della stessa fascia di età e che l’occupazione arriva all’82,3% tra gli uomini e al 73,6% tra le donne. In sostanza, le distanze tra maschi e femmine presso la prima economia europea si aggirano 9 punti percentuali, mentre nel nostro paesi sono esattamente del 20%.

Occupazione Italia inferiore a tutte le grandi economie UE

Il confronto resta impietoso anche con la Francia, dove il tasso generale di occupazione è al 69,5%, ma sale al 73,2% tra gli uomini e scende al 66% tra le donne. Dunque, la disparità di genere transalpina si traduce in uno scarto di 7 punti percentuali tra i due sessi, inferiore persino a quello vigente in Germania, anche se il livello di occupazione si mostra più debole.

Persino la Spagna fa meglio con un’occupazione al 62%, anche se quella maschile risulta inferiore alla nostra al 67,6%. In cambio, il dato generale è sostenuto dalle donne, che lavorano per il 56,4% del totale della popolazione femminile. La media europea vede l’occupazione al 70,1% nel 2015, con punte del 75,9% tra gli uomini e una percentuale del 64,3% tra le donne. (Leggi anche: Lavoratori italiani ultimi in Europa)

 

 

 

Italia è andata indietro occupazione maschile

E se effettuiamo un confronto con l’evoluzione degli ultimi 20 anni, scopriamo un dato assai interessante sull’Italia: il nostro tasso di occupazione risultava poco superiore al 55% nel 1995, ma tra gli uomini era al 72%, mentre tra le donne era ancora al 38,5%. Praticamente, le distanze tra i due sessi erano di ben 24 punti percentuali, ma anche in Germania si attestavano sui 20 punti e in Spagna erano, addirittura, di ben 34.

Nel nostro paese, quindi, si è innalzato di poco il tasso di occupazione generale, ma a discapito di quello maschile, mentre tra le donne si è registrato un innalzamento discreto, per quanto ancora insufficiente, tra le donne. Il fenomeno, però, sarebbe legata alla perdita di posti di lavoro con la crisi accusata dal nostro paese dal 2008 in poi. Ancora nel 2005, ad esempio, l’occupazione maschile italiana sfiorava il 75% e quella femminile era del 48,5%. Pertanto, ad essere maggiormente rimasti vittime della crisi economica sarebbero stati, soprattutto, gli uomini, che arretrano di posizioni e mostrano oggi cifre peggiori di un ventennio or sono. (Leggi anche: Dramma occupazione in cifre: in fumo 3,5 milioni di posti di lavoro)

 

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