Crisi Italia: se i tecnici ci hanno allontanato dal resto d’Europa

La crisi dell'Italia nelle cifre Eurostat: siamo scesi in serie B dopo il governo tecnico di Mario Monti.

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La crisi dell'Italia nelle cifre Eurostat: siamo scesi in serie B dopo il governo tecnico di Mario Monti.

L’Italia non risponde alle cure e la crisi è lungi dall’essere terminata. A sancirlo sono le cifre, che segnalano un preoccupante allontanamento dal resto d’Europa, in termini di ricchezza pro-capite, a causa della mancanza di crescita ormai quasi ventennale della nostra economia. I dati Eurostat registrano impietosi il declino italiano. Il nostro paese è uscito dalla testa di serie d’Europa in un decennio, oggi pericolosamente relegato in serie B.

Nel 2004, il pil pro-capite a parità di potere di acquisto in Italia era pari al 108% rispetto a quello medio della UE-28. In altre parole, un italiano era ancora mediamente l’8% più ricco di un europeo-tipo, quasi alla pari di un francese (109%) e a 9 punti di distanza da un tedesco (117%). (Leggi anche: Crisi Italia, referendum per scuotere l’Europa)

Crisi Italia accentua declino

Il declino era, però, già in atto e quando esplode la crisi finanziaria nel 2008, che inizia a travolgere anche le economie europee, l’Italia si presenta con un pil pro-capite al 105% rispetto alla media europea. In sostanza, avevamo già compiuto qualche passo indietro, ma restando al di sopra della linea di demarcazione tra i paesi generatori di ricchezza al di sopra e al di sotto della media. E quel che forse maggiormente importa è che le distanze con Germania e Francia, i due primi paesi dell’Eurozona, appaiono ancora poco mutate.

E’ solo questione di tempo, prima che l’Italia scenda sotto quella soglia psicologica del 100%, quasi una gogna per quella che è arrivata ad essere la quinta potenza industriale del pianeta. Per la prima volta, è nel 2013 che il pil pro-capite del nostro paese risulta inferiore a quello della media europea, pari al 98%.

Nel frattempo, un residente in Germania ha ampliato il solco con il resto d’Europa, generando ricchezza per il 124% rispetto alla media continentale, mentre la Francia resta stabile al 108%. (Leggi anche: Ripresa economia, ecco come l’Italia ha sprecato un’opportunità)

 

Tecnici al governo hanno aggravato crisi Italia?

E lo scorso anno, lo scarto è ancora più avvilente: l’Italia scende al 95%, la Germania sale al 125% e la Francia si assesta al 106%. Tra le grandi economie, peggio di noi fa solo la Spagna, la quale, però, mostra un recupero nell’ultimo triennio, risalendo al 92%, grazie a una crescita superiore a quella della media europea. Era al 100% nel 2004.

Cosa ci suggeriscono queste cifre? Il declino dell’Italia non è arrivato ieri, né ha a che fare molto con la crisi in sé, che semmai ha accentuato un trend già iniziato da almeno un decennio. Ma le famose cure dei tecnici al governo con il premier Mario Monti, che avrebbero dovuto farci uscire dalle secche della stagnazione e rimetterci in carreggiata con il resto d’Europa non solo non hanno funzionato, ma pare che abbiano ucciso il malato. Nel frattempo, l’Irlanda si è portata ai livelli pre-crisi con un pil pro-capite del 145% della media UE-28. In Europa, fuori dall’Unione, meglio fanno solo Svizzera (162%) e Norvegia (163%). L’economia italiana sembra sempre più risucchiata dal Mediterraneo. (Leggi anche: Monti attacca Renzi)

 

 

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