Crisi Italia: nel 2011 giovani sempre più “Neet”, cosa accadrà quest’anno?

Sui giovani italiani si sono usati molti aggettivi. Da bamboccioni passando a choosy, ma ora sono (e saranno) sicuramente più "Neet"

di Carlo Robino, pubblicato il
Sui giovani italiani si sono usati molti aggettivi. Da bamboccioni passando a choosy, ma ora sono (e saranno) sicuramente più

Il rapporto della Commissione Ue sulla condizione giovanile in Europa ha messo in evidenza l’esplosione del fenomeno dei Neet. L’acronimo inglese letteralmente significa “neither in employment nor in education or training”, si tratta cioè di quei giovani che non occupano in alcun modo le loro giornate in attività lavorative, scolastiche o di formazione. Fenomeno fortissimo in Italia dove nel 2011 la quota di Neet fra i giovani dai 15 ai 29 anni è stata ben del 19.8%. Il dato è preoccupante alla luce della graduatoria europea: l’Italia, per numero di Neet, è il secondo Paese peggiore dopo Bulgaria  (22,6%) e dietro alla Spagna (18.5%). Questo nel 2011, ma alla fine dell’anno come evolverà la situazione italiana alla luce degli ultimi drammatici dati sulla nostra disoccupazione giovanile (Disoccupazione da record: dal ’92 mai così tanti in cerca di lavoro. Allarme per i giovani.)? Difficile essere ottimisti.

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Argomenti: Economia Italia