Crisi immigrazione, UE rischia grosso nei prossimi mesi

La crisi dei migranti a Ventimiglia potrebbe essere l'inizio di una nuova emergenza nelle prossime settimane. Austria e Turchia potrebbero fare saltare il tappo.

di , pubblicato il
La crisi dei migranti a Ventimiglia potrebbe essere l'inizio di una nuova emergenza nelle prossime settimane. Austria e Turchia potrebbero fare saltare il tappo.

Segnatevi i nomi di questi due paesi, perché potrebbero essere quelli, che nei prossimi mesi faranno esplodere una nuova emergenza immigrazione, dopo mesi di relativa calma apparente: Austria e Turchia. Il cancelliere socialdemocratico Christian Kern ha chiesto ufficialmente a Bruxelles di interrompere il negoziato sull’ingresso della Turchia nella UE, a seguito della repressione del governo di Ankara degli oppositori politici dopo il fallito golpe di metà luglio.

Il presidente Erdogan ha nel frattempo minacciato l’Europa di rompere l’accordo stipulato nei mesi scorsi, in base al quale s’impegna di controllare i 2-3 milioni di profughi siriani ammassati alle sue frontiere, in cambio sia di cospicui aiuti finanziari da parte dei paesi europei, sia anche dell’intesa sull’ingresso dei cittadini turchi nella UE senza visto.

Crisi migranti, il fronte austriaco

Bruxelles ha fatto sapere che la stragrande maggioranza di oltre una settantina di condizioni previste per ottenere l’ingresso senza visto non viene ancora soddisfatta, ragione per cui i cittadini turchi non potranno godere di questo beneficio. Ankara ritiene che quella della UE sia una scusa, che suonerebbe come presa in giro nei suoi confronti.

Il meglio deve arrivare con la ripetizione dei ballottaggi presidenziali in Austria a inizio ottobre, quando il candidato dell’ultra-destra, Norbert Hofer, che a maggio aveva perso per un soffio contro l’ambientalista Alexander Van der Bellen, potrebbe stavolta prevalere, stando ai sondaggi, che gli assegnano la vittoria con un margine di distacco fino a 14 punti percentuali.

Elezioni Francia condizionano Parigi

Hofer punta alla chiusura delle frontiere, cosa che di fatto la Francia è tornata a fare dal fine settimana scorso, respingendo 200 migranti a Ventimiglia, mentre cercavano di attraversare il confine.

Nel maggio dell’anno prossimo di tengono le elezioni presidenziali e politiche a Parigi e nessuno, governo e opposizioni, può permettersi passi falsi sul tema della sicurezza, specie in pieno attacco da parte dei jihadisti.

L’Italia rischia tra poche settimane di trovarsi isolata geograficamente, chiusa a est dall’Austria e a ovest dalla Francia. Sarebbe il caos, se nel frattempo ci pensasse anche Erdogan a mettere disordine in Grecia, inviando parte dei rifugiati verso il Vecchio Continente.

Tra ottobre e novembre, si vota anche in Italia per il referendum costituzionale e un’eventuale crisi dei migranti farebbe propendere la bilancia in favore delle forze di opposizione al governo Renzi. Altro che Brexit, la UE potrebbe precipitare nel caos geo-politico. Dovrà mostrarsi accondiscendente con i turchi, anche se ciò non le risparmierebbe una nuova emergenza italiana, con implicazioni politiche molto forti nel resto d’Europa.

 

Argomenti: ,