Crisi Grecia, crollo del Pil nel 2012: è l’effetto austerity

Il premier greco Samaras si scaglia contro i sabotaggi dei responsabili tedeschi

di Enzo Lecci, pubblicato il
Il premier greco Samaras si scaglia contro i sabotaggi dei responsabili tedeschi

Gli effetti delle durissime misure di austerità imposte dalla Troika alla Grecia sono sempre più evidenti e in tutti i modi possono essere definiti tranne che positivi. Il leader greco Samaras ha infatti annunciato che nel 2012 il Pil della Grecia potrebbe calare di oltre 7 punti percentuali. Una contrazione durissima che è decisamente superiore a quanto avevano messo in conto gli esperti della Troika che vedevano il Pil greco in contrazione del 4,7% nell’anno corrente. Il drastico calo del prodotto interno loro è da mettere in relazione con le condizioni disastrate dell’economia ellenica sulla quale pesano le misure di austerità imposte dagli organismi internazionali a Atene in cambio di prestiti tappabuchi.  

Crisi Grecia: una crescita che non arriverà mai

Durante il suo intervento il premier Samaras ha anche affermato che anche per il 2013 sarà molto difficile riuscire a raggiungere l’obiettivo della Troika che puntava su una stagnazione dell’economia. Per poter tornare a parlare di crescita, ha aggiunto Samaras, bisognerà attendere almeno il 2014. Insomma, dalle parole del premier greco si comprende che la fine della crisi della Grecia è destinata a essere sempre posticipata. Samaras, nel suo intervento, ha lanciato anche una frecciata alla Germania, accusando i “responsabili europei” di sabotare gli sforzi che Atene sta facendo per restare a galla (Uscita Grecia dall’Euro: tornano i rumors ma stavolta c’è di più).

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Argomenti: Economie Europa