Crisi Eurozona, distanze tra Germania e Sud si amplieranno

La Germania è una macchina da esportazioni e il surplus di questi anni diminuirà solo di poco entro il 2020. L'Eurozona sarà sempre più eterogenea.

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La Germania è una macchina da esportazioni e il surplus di questi anni diminuirà solo di poco entro il 2020. L'Eurozona sarà sempre più eterogenea.

Quest’anno, la Germania dovrebbe registrare un surplus delle partite correnti pari al record dell’8,8% del pil tedesco, corrispondente a un importo di 275 miliardi. Il dato è molto positivo per la locomotiva d’Europa, perché riflette la sua forte competitività. L’avanzo segnala, infatti, che l’economia tedesca riesce ad esportare più merci, servizi e capitali di quelli che importa.

In teoria, il Patto di stabilità e di crescita sanzione un surplus eccedente il 6% del pil per tre esercizi consecutivi di un paese dell’Eurozona, ma Berlino fa orecchie da mercante sulla regola, in quanto ritiene di non poter essere costretta a rendersi meno competitiva per migliorare i saldi commerciali degli altri paesi dell’area.

Crisi Eurozona, Germania sempre più competitiva

Non è detto, però, che l’avanzo corrente di un paese dell’Eurozona corrisponda al disavanzo degli altri paesi dell’unione monetaria, visto che nel computo vanno tenute in considerazioni anche le relazioni commerciali e gli annessi saldi con il resto del pianeta. Tuttavia, nel caso specifico siamo di fronte a un disequilibrio interno all’area, come segnala il deterioramento crescente dei saldi anche del cosiddetto Target 2 per la stragrande maggioranza dei paesi dell’Eurozona, contestualmente a un miglioramento di quelli della Germania.

In buona sostanza, i tedeschi sono sempre più creditori del resto dell’area e attirano capitali in misura crescente, mentre esportano a pieno ritmo. L’avanzo corrente così eccessivo è anche lo specchio di un’economia che consuma poco e che, quindi, risparmia molto.

Se i tedeschi iniziassero a consumare di più, vuoi perché le famiglie spendono parte maggiore dei loro redditi, vuoi anche perché il governo aumenta la spesa pubblica, aumenterebbero le loro importazioni dal resto dell’Eurozona, migliorando la crescita dell’area.

 

 

 

 

Miglioramenti insignificanti nei prossimi anni

Ora, secondo i calcoli di Deutsche Bank, entro il 2020 il surplus corrente diminuirebbe in Germania del 20%, ma restando pur sempre al 7% del pil. Tra i fattori di riduzione dell’avanzo vengono citati l’invecchiamento della popolazione, il boom dei prezzi immobiliari, mentre la congiuntura globale tenderebbe ad accrescerlo.

Se le previsioni dell’istituto fossero corrette, nonostante vengano spacciate quasi con ottimismo sul futuro dell’Eurozona, esse confermano, invece, il permanere e l’ampliarsi di una distanza sempre più siderale tra economia tedesca e quella del Sud Europa, in particolare.

Distanze tra Nord e Sud crescono

Sarà un caso, ma negli anni precedenti alla nascita dell’euro, Berlino registrava un disavanzo delle partite correnti, mentre da allora vanta un surplus medio di circa il 5% del pil all’anno. Senza un deciso calo di tale avanzo, l’euro sarà la moneta unica di un’area sempre più eterogenea, in cui una grande economia, la Germania, risparmia ed esporta, mentre il grosso dei paesi sovraconsuma e importa.

Più passano gli anni e più difficile diventa per il Sud Europa recuperare competitività, perché ciò avverrebbe solo con dosi crescenti di austerità fiscale e/o di compressione dei salari, la cosiddetta “svalutazione interna”.

 

 

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