Crisi europea: 4 nuovi motivi per stare in allerta, Italia doppiamente pericolosa

L'Europa rischia una crisi fatale per 4 ragioni specifiche, di cui due hanno a che fare con l'Italia. Vediamole.

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L'Europa rischia una crisi fatale per 4 ragioni specifiche, di cui due hanno a che fare con l'Italia. Vediamole.

Secondo Hsbc, nei primi 6 mesi dell’anno sono defluiti dai mercati azionari europei 129 miliardi di dollari. C’è tensione tra gli investitori, anche se la reazione alla Brexit sembra essere stata abbastanza ordinata. Eppure, in molti ritenevano e forse tutt’ora ritengono che l’uscita del Regno Unito dalla UE implichi la fine dell’euro.

Credit Suisse, nel suo “Global Equity Strategy”, ha individuato quattro nuove fonti potenziali di crisi in Europa, dopo che il Vecchio Continente ne ha già superate quattro: il rischio Grexit, del debito sovrano, quella dei profughi e ora la Brexit.

Crisi UE per Italia e Francia

Il dato poco lusinghiero è che l’Italia compare per ben due volte su quattro tra i principali fattori di crisi potenziale. La prima, forse anche in ordine di tempo, è il referendum costituzionale in autunno. I mercati temono che un’eventuale sconfitta del governo Renzi sulle riforme istituzionali possa portare a una successiva vittoria del Movimento 5 Stelle, che darebbe vita a un esecutivo euro-scettico, indicendo un referendum sulla permanenza nell’Eurozona.

Un altro voto sconvolgerebbe l’Europa, quello per le elezioni presidenziali in Francia nel maggio dell’anno prossimo, che secondo i sondaggi vedrebbero la candidata dell’ultra-destra, Marine Le Pen, vincere al primo turno, seppur sconfitta al ballottaggio da un candidato conservatore, come Nicolas Sarkozy. Tuttavia, l’appuntamento è avvertito molto a rischio per la UE, visto che i consensi nel paese si sposterebbe in favore dei partiti con posizioni euro-scettiche.

 

 

 

Crisi banche italiane e Turchia

Altra grana è rappresentata dalle tensioni tra UE e Turchia dopo il fallito golpe ad Ankara di un paio di settimane fa. Il presidente Erdogan ha minacciato chiaro e tondo Bruxelles di inviare in Europa i profughi siriani ammassati alle sue frontiere, una marea umana di 3 milioni di anime. Sarebbe non solo il collasso del Vecchio Continente, ma la tensione tra le forze politiche più o meno pro e contro gli immigrati salirebbe alle stelle.

Infine, sempre l’Italia, stavolta con la crisi delle sue banche, gravate da 200 miliardi di sofferenze.

Secondo l’istituto elvetico, in attesa dei risultati degli stress-test di oggi, servirebbero al sistema bancario italiano non meno di 30 miliardi di euro per le ricapitalizzazioni.

E si parla di Quititaly

Sarà anche per questo, che dopo la Grexit e la Brexit, il quotidiano britannico The Guardian scrive adesso di “Quititaly”, sostenendo come il nostro paese sia alle prese con problemi di crescita da una ventina di anni e che la crisi bancaria potrebbe spingerla fuori dall’euro, un’eventualità che farebbe crollare l’intera Eurozona.

Scenari forse un po’ troppo spinti, ma che danno il senso della gravità della situazione dell’Italia, che s’insinua in un clima europeo già teso e che potrebbe trasformarci anche involontariamente in un detonatore per l’intera unione monetaria, nonché per le istituzioni comunitarie.

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