Crisi Euro: un vertice, tante domande. Merkel irremovibile su Eurobond

L'Europa discute, si divide su tutto e non prendendo alcuna decisione preferisce restare nella palude

di Enzo Lecci, pubblicato il
L'Europa discute, si divide su tutto e non prendendo alcuna decisione preferisce restare nella palude

Le ultime indiscrezioni che rimbalzano di bocca in bocca tra gli investitori non sembrano lasciare presagire nulla di buono: il vertice Europeo di domani corre il serio rischio di tradursi nell’ennesimo nulla di fatto. In poche parole la crisi dell’Euro resterebbe inarrestabile anche dopo l’incontro, anzi a voler essere precisi, la crisi dell’Euro potrebbe addirittura procedere in modo più spedito in caso di fallimento dei colloqui tra i leader europei. Questo scenario, niente affatto pessimista ma anzi molto realista, prevedere l’avvolgimento dei paesi più esposti alla crisi del debito, come Italia e Spagna, in forti attacchi speculativi. Il senso di questa prospettiva è quindi chiaro: o l’Europa riesce a dare risposte forti o la speculazione avrà terreno libero per affondare l’Italia e la Spagna. Questo concetto sembrerebbe essere molto chiaro al presidente del Consiglio Monti, che ha perfettamente compreso che in caso di nuovo flop per l’Italia sarebbero dolori. Ma il problema reale è comprendere come il vertice europeo possa trasformarsi in qualcosa di concreto. Le speranze infatti non sono affatto positive. Ieri la Merkel ha affermato che gli Eurobond sono completamente da escludere, neutralizzando così ogni, sia pur minimo, fuoco di speranza. Si andrà quindi ad una resa dei conti? Secondo gli analisti è molto probabile che la Germania possa cedere qualcosa, riconoscendo la possibilità di usare il fondo salva-Stati europeo per un meccanismo di stabilizzazione degli spread a favore dei paesi più virtuosi. Si tratterebbe in poche parole ci creare un dispositivo come quello immaginato da Monti che prevederebbe l’intervento del Fondo per stabilizzare i differenziali nel caso di febbre dello spread. Anche di questo si sarebbe discusso ieri sera nell’incontro tra i ministri delle Finanza di Francia, Germania, Spagna e Italia. un summit, annunciato all’improvviso, per preparare il terreno al buon esito del vertice Ue di giovedì e venerdì. Difficile dire se i tre quattro big dell’Europa stiano seriamente cercando un punto di unione e compromesso. Di certo c’è però che l’Europa è come dominata da un vento di incertezza e dall’assenza di decisionismo, l’unico fattore che potrebbe mettere nell’angolo i mercati. Basti pensare che nella (fino a poco tempo fa) virtuosa Francia  il ministro francese del Bilancio, Jerome Cahuzac, si è espresso a favore della condivisione di sovranità in tema di bilanci mentre il suo collega per gli Affari europei, Bernard Cazeneuve, ha affermato che “l’integrazione politica non può essere la condizione per le misure d’urgenza e che servono prima strumenti per la crescita. Nell’eterno dibattito su cosa fare per prima, l’Europa non sta facendo nulla restando nel guado della palude.  

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Argomenti: Crisi Euro