Dazi USA contro la Germania, Trump minaccia ritorsioni sull’euro debole

Il presidente eletto Donald Trump minaccia dazi contro la Germania, giudicata un "manipolatore del cambio". Già oggi, l'amministrazione Obama ha acceso i fari su Berlino.

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Il presidente eletto Donald Trump minaccia dazi contro la Germania, giudicata un

Gli USA hanno chiuso il 2015 con un deficit commerciale a 531,5 miliardi di dollari, mentre su base annua ne registrano uno a 492,6 miliardi al 30 ottobre. Per quanto in rapporto al pil è molto diminuita l’incidenza del passivo rispetto agli anni precedenti alla crisi, resta il fatto che l’economia americana continua a mostrarsi poco competitiva, esportando beni e servizi in valore di gran lunga inferiore a quello delle importazioni dal resto del mondo.

La bilancia pende pesantemente a suo discapito con la Cina e la UE. Il deficit è di 320 miliardi verso Pechino e di quasi 130 nei confronti del Vecchio Continente, di cui 75 verso la sola Germania. (Leggi anche: Trump attacca la Cina, 320 miliardi di deficit da colmare)

Il presidente eletto Donald Trump ha fatto dei rapporti commerciali una questione cruciale della sua campagna elettorale e della politica economica promessa con la nascita del nuovo governo. Se la Cina rischia con il nuovo corso politico di trovarsi dinnanzi a dazi più elevati per le sue esportazioni verso l’America, i rapporti potrebbero diventare non meno tesi con l’Europa.

L’ipotesi di dazi USA contro la Germania

Il Vecchio Continente è anch’esso nel mirino di Washington e già sotto l’amministrazione Obama, che nel rapporto semestrale sui cambi ha inserito la Germania tra i paesi che attuano politiche di svalutazione competitiva, ovvero scorretti. Ora, i tedeschi non hanno da un quindicennio una moneta propria, per cui il riferimento è all’euro, che stando al Tesoro USA, sarebbe sottovalutato, rispetto ai fondamentali della principale economia dell’Eurozona. (Leggi anche: Export Germania da record, ma all’Europa non serve mettere in croce la Merkel)

Trump, che non è certo noto per essere molto formale nelle sue valutazioni, ha rincarato la dose e ha posto da tempo la questione del deficit commerciale con la Germania, a suo dire conseguenza di un euro, che essendo indebolito dalle economie del Sud, provocherebbe un vantaggio competitivo ai tedeschi, i quali macinerebbero esportazioni su esportazioni verso l’America. Per questo – qua sta la differenza con l’amministrazione Obama – il prossimo inquilino alla Casa Bianca minaccia di elevare dazi anche contro Berlino, ovvero l’intera UE, per estensione.

 

 

 

 

L’euro dovrà apprezzarsi?

Non è la prima volta che USA e Germania si trovano in rotta di collisione sulle relazioni commerciali. Gli accordi di Bretton Woods, che regolarono i cambi tra le economie occidentali tra il 1944 e il 1971, fallirono proprio per il crescente e imponente avanzo commerciale tedesco e giapponese, che misero in crisi i rapporti con l’economia americana.

Si arriverà mai a un’America che impone dazi contro l’altra principale economia mondiale? Sarebbe la fine della globalizzazione. Tuttavia, la tensione tra le due sponde dell’Atlantico potrebbe esservi, anche se non è detto che dispiaccia alla Germania, la quale paradossalmente potrebbe trovarsi alleata involontaria di Trump nella sua richiesta (alla BCE) di rafforzare l’euro. Richiesta, che passerebbe nel breve periodo per un rialzo dei tassi nell’Eurozona, ovvero per un ritiro più veloce degli stimoli monetari di Francoforte, noti come “quantitative easing”.

Sarebbe un’alleanza temporanea, perché nel medio-lungo periodo resterebbe la differenza di approccio tra l’amministrazione Trump e Berlino. La prima vorrebbe regolare gli scambi commerciali anche con restrizioni per i casi di percepito abuso delle regole da parte di economie terzi, la seconda punta, invece, al massimo dell’integrazione con il resto del mondo, essendo una delle poche immediate vincitrici della globalizzazione. Anche per questo, i tedeschi tifavano apertamente contro Trump alle elezioni USA di novembre e oggi si considerano a lui alternativi. (Leggi anche: Vittoria Trump molto temuta in Germania, di cosa hanno paura i tedeschi?)

 

 

 

 

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