Crisi Euro: Germania intransigente con la Grecia

La crisi della Grecia rimane uno dei principali problemi dell'Eurozona, e se da una parte c'è chi spera che prima del fallimento la nazione decida di lasciare autonomamente la moneta unica da una parte, dall'altra c'è chi auspica il contrario.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La crisi della Grecia rimane uno dei principali problemi dell'Eurozona, e se da una parte c'è chi spera che prima del fallimento la nazione decida di lasciare autonomamente la moneta unica da una parte, dall'altra c'è chi auspica il contrario.

Continua il dibattito intorno ai nodi fondamentali della crisi dell’Eurozona. Mentre i mercati si mostrano timidamente fiduciosi su un intervento in grande stile della BCE per salvare la moneta unica, oggi il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, anche premier del Lussemburgo, ha rotto gli indugi e ha dichiarato che l’Europa farà di tutto per salvare l’euro e che la BCE è pronta ad acquistare i titoli di stato in difficoltà, attraverso il Fondo salva-stati, l’Efsf. La dichiarazione di Juncker, da sempre vicino agli stati del Sud Europa, giunge dopo la nota congiunta italo-tedesca, seguita al colloquio telefonico di ieri tra il premier Mario Monti e il cancelliere Angela Merkel e in cui si invita Bruxelles ad attuare qualsiasi misura necessaria alla salvaguardia della moneta unica. Al coro degli interventisti pro-euro ci sono anche il presidente francese François Hollande e il premier spagnolo Mariano Rajoy.  

Grecia fuori dall’Euro?

Le incognite ci sono ancora tutte, perché prima che la BCE vari una qualsivoglia misura, essa dovrà passare per il sì della Germania, poco propensa a favorire misure di sostegno a BTp e Bonos. Ieri, due ministri di peso del governo tedesco sono tornati a criticare la Grecia. Si tratta del ministro alle Finanze, Wolfgang Schaeuble, e il ministro dell’Economia, nonché vice-cancelliere e leader dei liberali della FDP, Philip Roesler. Il primo ha chiarito che non sono più ammissibili nuove concessioni sulle quantità e sui tempi delle misure e che ipotesi di rinvii o di nuovi aiuti sono negativi per la moneta unica. Il secondo si è mostrato ancora una volta scettico sulle probabilità che Atene riesca a mantenere gli impegni assunti con la Troika (UE, BCE e FMI), affermando di prevedere una sua fuoriuscita dall’Eurozona. E’ lo stesso contenuto che Roesler ha esplicitato pochi giorni fa, quando ha pronosticato un addio di Atene all’euro entro settembre, con annesso default. I tedeschi sperano che la Grecia abbandoni l’Eurozona autonomamente , prima che fallisca. Uno studio interno e a disposizione del governo di Berlino dimostrerebbe che nel caso di default di Atene, con i greci ancora nell’Area Euro, le perdite per la Germania sarebbero di 89 miliardi, ma calerebbero a 82 miliardi, nel caso in cui la Grecia fallisca già fuori dall’euro.  

Default Grecia: tagli alle pensioni, salve le tredicesime

E che il momento sia delicato lo dimostra anche il comunicato con cui gli ispettori della Troika hanno annunciato di rimanere in Grecia fino a tutto agosto, malgrado fosse previsto che avrebbero lasciato in queste ore. La permanenza si renderebbe necessaria, al fine di monitorare passo passo ogni mossa del governo di coalizione di Antonis Samaras, alle prese con il varo di un nuovo piano di austerità di 11,6 miliardi, pari a circa il 5% del pil ellenico. Oggi, i tre leader che reggono la maggioranza s’incontreranno, per limare le ultime misure. In particolare, lo stesso conservatore Samaras, il socialista Evangelos Venizelos e il leader della sinistra radicale Foutis Kouevelis dovranno concordare alcuni provvedimenti, per complessivi 1,5 miliardi. Indiscrezioni di stampa vorrebbero che siano esclusi dai tagli sia le tredicesime e le quattordicesime dei dipendenti pubblici, sia l’ipotesi di escludere dalla copertura sanitaria pubblica coloro che hanno un reddito pro-capite sopra i 1.500 euro al mese. Oggetto dei tagli, invece, potrebbero essere ancora le pensioni. Si parla di innalzare da 65 a 67 anni l’età pensionabile, mentre si discute sul limite di reddito da introdurre per coloro che già percepiscono pensioni sociali e assistenza. Tale limite dovrebbe attestarsi intorno a 2.300-2500 euro mensili. Sicuro, poi, ci dovrebbe essere l’innalzamento del ticket per le visite mediche, che raddoppierebbe da 5 a 10 euro, mentre il governo imporrebbe agli ospedali di utilizzare fino al 66% di farmaci generici sul totale ed entro il 2014. E ancora: tagli alle pensioni oltre i 1.400 euro al mese. Il leader socialista ha chiarito che si ipotizzerebbe una riduzione del 10%, ma solo per la parte superiore a tale limite. Infine, la riduzione del 22,7% delle liquidazioni dei dipendenti pubblici. Insomma, il ferragosto ellenico si annuncia tutt’altro che vacanziero e un ritorno alle tensioni sociali è atteso.  

Crisi Grecia: la posizione degli Usa

Anche gli USA seguono la crisi dell’Eurozona, tanto che il ministro del Tesoro, Timothy Geithner, volerà domani sull’isola di Sylt, nel Mare del Nord, per incontrare il ministro tedesco Schaeuble. Geithner cercherà di convincere il suo collega ad accettare un piano di intervento per gli stati in difficoltà. Successivamente, egli si recherà a Francoforte, dove incontrerà il governatore centrale Mario Draghi. Un altro tour europeo è quello del premier Monti, che già ieri ha concordato un incontro bilaterale con la Merkel, che si terrà nella seconda parte di agosto in Germania. Ma questa stessa settimana, Monti incontrerà il capo dell’Eliseo, Hollande, poi andrà a Helsinki, dove incontrerà il premier finlandese Jyrki Katainen, uno dei “falchi” dell’Eurozona. Infine, giovedì, visita a Madrid, dove vedrà l’omologo Mariano Rajoy. Il colloquio meno agevole sarà quello con il premier finlandese, dato che il suo governo ha avvertito la scorsa settimana di ritenere illegale qualsiasi acquisto di bond in difficoltà. Ma anche con la Merkel le cose non stanno esattamente al meglio. La Germania terrà l’intera Europa con il fiato sospeso fino al 12 settembre, data in cui i giudici costituzionali di Karlsruhe emetteranno una sentenza sulla legittimità degli aiuti tedeschi all’Esm. E’ molto probabile, quindi, che in caso di crisi acuta, Draghi intervenga d’urgenza, utilizzando l’Efsf, che si è ipotizzato possa acquistare titoli persino direttamente all’asta.

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Argomenti: Economie Europa