Crisi euro: fiducia in calo nella moneta unica, dollaro domina incontrastato

Il dominio del dollaro sul mercato dei cambi nel mondo è senza rivali. Al contrario, il peso dell'euro continua a diminuire: oggi vale quanto il marco tedesco di inizio anni Novanta.

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Il dominio del dollaro sul mercato dei cambi nel mondo è senza rivali. Al contrario, il peso dell'euro continua a diminuire: oggi vale quanto il marco tedesco di inizio anni Novanta.

Secondo gli ultimi dati della Banca per i Regolamenti Internazionali, l’87,6% delle transazioni sul mercato dei cambi da $5.100 miliardi al giorno ha per oggetto il dollaro, un dato che smentisce le previsioni di un declino del biglietto verde, a seguito della crisi finanziaria globale, esplosa nel 2008 proprio negli USA e che ha spinto la Federal Reserve a inondare il pianeta di moneta americana come mai in passato.

Al contrario, la posizione dell’euro s’indebolisce dal 37% del 2007 al 31,7% odierno: tale è la percentuale sul totale delle transazioni, in cui la moneta unica fa parte della coppia valutaria negoziata. E a conferma che cresce la sfiducia verso l’unione monetaria c’è anche il dato sulle riserve valutarie delle banche centrali del mondo, costituite per il 63,6% da assets in dollari, sostanzialmente come un decennio fa, mentre la quota degli assets in euro è scesa dal 28% del 2008 al 20,4% di oggi, solo di poco superiore alla forza del marco tedesco agli inizi degli anni Novanta.

Economia mondiale dipende da dollaro

Il dollaro è sempre più, quindi, una valuta globale, come dimostra anche il fatto che il 60% dell’economia mondiale usa la divisa americana o è agganciata ad essa da un cambio fisso o da fluttuazioni controllate. E fuori dagli USA, il debito contratti in dollari è salito a ben 9.000 miliardi, un fatto che sottolinea anche come qualsiasi azione della Federal Reserve abbia conseguenze dirette anche sul resto del pianeta.

Infine, un altro elemento a riprova della marginalità dell’euro sui mercati internazionali è dato dalla percentuali di transazioni valutarie sul totale realizzate nell’unione monetaria, scesa all’8% contro il 37,1% di Londra, che avanza anche rispetto a un decennio fa.

 

 

 

Potere dollaro senza eguali

Guardando all’insieme dei dati, s’intuisce che il dollaro si rafforza per assenza di competitors. Se lo yuan cinese non desta grossa fiducia, visto il grado di interventismo della People’s Bank of China sul mercato dei cambi, l’euro ha mostrato tutte le sue vulnerabilità, tanto che le stesse banche centrali assottigliano le riserve in esso denominate, forse anche in previsione di un ulteriore indebolimento contro le principali valute.

In generale, poi, si deduce come l’Eurozona, al di fuori della Germania non abbia apportato alcun contributo concreto alla moneta unica, visto che questa di fatto ha oggi lo stesso posizionamento del marco tedesco di un quarto di secolo or sono. Un modo come un altro per sottolineare il fallimento ad oggi del progetto ambizioso di fare dell’euro un’alternativa valida allo strapotere del dollaro.

 

 

 

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