Crisi di Governo: ecco tutti gli scenari possibili

Berlusconi sta prendendo a spallate il governo. La situazione è molto instabile, molte cose possono accadere. Ecco una lista esaustiva delle possibilità

di Giuseppe Briganti, pubblicato il
Berlusconi sta prendendo a spallate il governo. La situazione è molto instabile, molte cose possono accadere. Ecco una lista esaustiva delle possibilità

La crisi di governo è, de facto, in corso. L’esecutivo Letta ha i giorni contati? A leggere i giornali, pare proprio di sì. I ministri si sono dimessi, il Pdl (o Forza Italia che dir si voglia) ha intenzione di uscire dalla maggioranza (Crisi di Governo: sul Letta Bis il Pdl rischia la scissione). Tutto, però, è ancora incerto. Tanti scenari sono possibili, da un gattopardesco Letta bis, al ritorno al voto, al… Nulla di fatto. Ovviamente, l’appuntamento con la palla di vetro, che rivelerà il futuro prossimo dell’Italia, è fissato a mercoledì 2 ottobre, giorno in cui il premier chiederà in Parlamento il voto di fiducia.  

E se il Governo non cade?

Non è una eventualità da scartare. Un funzionario della Repubblica, intervistato sabato – quindi a caldo – da Rai News, ha paventato l’ipotesi che il Pdl, ossia Berlusconi, abbia agito di impulso, e che il ritiro dei ministri non sia altro che uno sfogo mal riuscito. Secondo lui, una volta sbollita l’ira, e dimostrato all’Italia la loro combattività, i parlamentari di B. torneranno nei ranghi e rinnoveranno la fiducia a Letta. Questa prospettiva è arricchita da alcune importanti riserve espresse dalle cosiddette colombe, che hanno criticato – pur rispettandola – la scelta del loro leader, e che si sono posizionati contro “i cattivi consiglieri di Silvio”. Nel caso in cui, dunque, il Governo non cada, la crisi si risolverà con un nulla di fatto, sebbene sarebbe da verificare sia la forza di un esecutivo così duramente provato sia la forza contrattuale tanto del Pd quanto del Pdl.  

Se il Governo cade

Questo è lo scenario prospettato dalla maggior parte degli analisti. A favore di questa ipotesi vanno le dichiarazioni incendiarie di Berlusconi, che suonano più o meno tutte così: “Non possiamo stare con il Governo delle tasse”. A quel punto, il pallino passerà in mano a Napolitano che, per la terza volta nell’arco di sei mesi, consegnerà un mandato a un parlamentare, in questo caso Letta. Lo scopo? Cercare una nuova maggioranza. Le strade qui si dividono. Da che lato guarderà il nostro attuale premier? Servono almeno 14 senatori (meglio se 20). Il Movimento 5 Stelle ha palesato l’intenzione di andare al voto, dunque si dovrebbe puntare sui transfughi, sebbene sia difficile immaginare che, all’interno del gruppo al Senato del M5s, i dissidenti rappresentino il 40% del totale. E poi, ci sarebbe l’incognita Scelta Civica: con tutta probabilità Monti non vorrà partecipare a una maggioranza con i grillini. A Letta, dunque, converrà guardare a destra. E per motivi numerici (trovare 20 dissidenti su un centinaio è più semplice), e per motivi “politici”. Nel Pdl una parte consistente, soprattutto quella a matrice democristiana, non vede di buon occhio questa escalation di provocazioni e strappi. Inoltre, sono in molti ad amare Berlusconi, ma altrettanto sono coloro che amano Berlusconi perché è in grado – visto il meccanismo delle liste bloccate – di garantir loro un posto in Parlamento. Ma è logico pensare che alcuni pesci piccoli, per nulla in odore di riconferma, non abbiano nulla di guadagnare con il ritorno al voto. Saranno proprio quelli, con tutta probabilità, a garantire la maggioranza per un Letta bis. Questo è “quasi” lo scenario più pericoloso per Berlusconi, perché darebbe vita a un Governo in cui la sua forza contrattuale è prossima allo zero.  

Se si torna al voto

E’ questo, paradossalmente, lo scenario più pericoloso per il Cavaliere. Il paradosso sta nel fatto che, se c’è una cosa in cui B. è veramente bravo, questa è vincere le campagne elettorali. Le incognite, con una consultazione a fine anno, sarebbero però tantissime. Innanzitutto, Silvio sarà costretto a fare campagna da interdetto, quindi a non farla, e il Pdl ha dimostrato le sue capacità quando in campo c’è solo gente come Alfano (voti dimezzati in un anno). La vittoria, dunque, non è scontata. E se vittoria sarà, con l’attuale sistema di voto, potrebbe essere azzoppata, e non produrre una maggioranza al Senato. Il rischio più grande per Berlusconi, però, è che vinca il Movimento 5 Stelle. Non è uno scenario remoto. Il partito di Grillo sta risalendo nei sondaggi, l’outlook è sorprendente, l’inerzia è a suo favore. A quel punto, potrebbe succedere di tutto, ma proprio di tutto. Con un’unico punto di certezza: per Berlusconi sarebbe la fine.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Politica

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.