Crisi Deutsche Bank: multa è ricatto (rischioso) USA contro una UE filo-tedesca

Gli USA minacciano una multa salatissima per Deutsche Bank, quale arma di ricatto contro la Germania e la UE a trazione tedesca. Il rischio è che il dossier sfugga di mano.

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Gli USA minacciano una multa salatissima per Deutsche Bank, quale arma di ricatto contro la Germania e la UE a trazione tedesca. Il rischio è che il dossier sfugga di mano.

Secondo fonti ben informate, il Dipartimento di Giustizia USA e i dirigenti di Deutsche Bank avevano concordato quest’estate una multa tra i 2 e i 3 miliardi di dollari, relativamente alle operazioni illegali sui mutui subprime. Poi, è arrivata ma mazzata della richiesta di 14 miliardi di dollari, che ha messo in crisi il titolo delle banca tedesca, arrivato a sprofondare fin sotto i 10 euro, la settimana scorsa, risalendo oggi sopra i 12 euro. Secondo una ricostruzione di Bloomberg, tale cambio di scenario sarebbe conseguente alla riorganizzazione degli uffici dirigenziali al Dipartimento americano, a capo dei quali è stata posta una figura diversa e meno incline al patteggiamento con le banche coinvolte in scandali giudiziari.

Deutsche Bank ha già accantonato a riserva 5,5 miliardi per le varie cause legali, per cui se l’importo costretta a sborsare fosse limitato ai 3 suddetti miliardi inizialmente richiesti dagli USA, potrebbe coprirlo senza problemi, avendo anche un buon margine per affrontare le altre inchieste in corso contro di essa. Una cifra superiore ai 5,5 miliardi, invece, la costringerebbe certamente ad accantonare nuove risorse e magari a doversi ricapitalizzare. (Leggi anche: Allarme Deutsche Bank, Soros scatena la tempesta)

Importo multa Deutsche Bank determinante

Stando al fondatore del fondo Algebris, Davide Serra, finanziere molto amico del premier Matteo Renzi e detentore di debito della Deutsche Bank, la richiesta dei 14 miliardi sarebbe “un’estorsione”, mentre intravede la possibilità di un accordo tra i 4 e i 5 miliardi, magari fino a 6 miliardi, in seguito a “un sovrapprezzo per gli stranieri”, chiosa ironico. Per Bloomberg, la sanzione finale potrebbe attestarsi tra i 4 e gli 8 miliardi, ma data l’ingente richiesta iniziale non si può escludere che sia superiore.

L’unica vera certezza in questa vicenda sta nella rilevanza della multa comminata. Una cosa sarà pagare effettivamente tutti i 14 miliardi, un’altra è limitarsi a 6-7. E proprio su questo farà leva l’America, che sa di avere il coltello dalla parte del manico. Sì, perché se Deutsche Bank dovesse entrare in fibrillazione sul serio sui mercati e necessitasse persino di un salvataggio pubblico da parte del governo tedesco o dovesse essere costretta al bail-in, le conseguenze sarebbe traumatiche e di sistema per tutta l’Europa, sul piano bancario-finanziario e politico, date le elezioni alle porte in paesi-chiave della UE, come Francia e la stessa Germania. (Leggi anche: Crisi Deutsche Bank: nessun fallimento, ma la Merkel rischia grosso)

 

 

 

Guerra commerciale UE-USA

I tedeschi dovranno trattare con gli americani con il cappello in mano e sul piatto dovranno essere disposti a mettere almeno il grosso di quanto verrà chiesto loro. Che tra USA e UE sia in corso una “guerra” commerciale è fuori di dubbio. La Commissione europea ha avuto la mano pesante, negli ultimi anni, sanzionando colossi americani come Microsoft e di recente Apple per svariati miliardi. La società di Cupertino è stata chiamata a settembre e pagare al governo irlandese (contrario) una somma di 13 miliardi di euro per tasse non pagate, quasi identica a quella richiesta dagli USA alla banca tedesca (semplice coincidenza, eh?).

I tedeschi, che sono i veri detentori del potere politico-burocratico europeo, dovranno segnalare di ammorbidire la loro posizione verso le multinazionali americane, ritirando l’appoggio a quell’iniziativa dei commissari di introdurre un nuovo sistema di regole fiscali, per cui aziende come Google, Yahoo!, Microsoft e la stessa Apple dovranno pagare le tasse dove maturano i loro profitti, ovvero anche in Europa. (Leggi anche: Guerra commerciale ereditata da Clinton o Trump)

USA vuole Germania più europea

Ma la guerra tra UE ed USA è solo commerciale, in senso stretto? Il Tesoro di Washington è da tempo irritato con la Germania per i suoi surplus correnti eccessivi, temendo che la sua politica fiscale improntata sull’austerità finisca per indebolire troppo il resto dell’Eurozona, minacciando l’esistenza della moneta unica e persino della UE.

Se c’è una cosa che alla Casa Bianca si vorrebbe evitare è un collasso dell’economia e delle istituzioni europee, che finirebbe per rafforzare il potente, geo-politicamente parlando, vicino russo. Gli USA vedrebbero di buon occhio se i tedeschi sostenessero la ripresa del Vecchio Continente, aprendo i cordoni della borsa, accettando anche una crescente condivisione dei rischi bancari e sovrani. (Leggi anche: Esportazioni tedesche eccessive? La Germania ha valide ragioni)

 

 

Rischio alto da ricatto USA

Deutsche Bank quale arma di ricatto contro Berlino e Bruxelles? Sarà, ma il rischio non calcolato di questa minaccia consiste nell’accelerazione dello sfaldamento in corso delle istituzioni europee. Il caso della prima banca tedesca in crisi potrebbe surriscaldare le tensioni politiche in Germania, indebolendo proprio la posizione filo-UE della cancelliera Angela Merkel e dando fiato al crescente fronte euro-scettico tedesco. E il pericolo che sfugga di mano la paura sui mercati e riguardante alcune banche europee, italiane in testa, è altrettanto alto. (Leggi anche: Crisi Deutsche Bank potrebbe essere esplosiva per l’Eurozona)

 

 

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