Crisi dell’economia italiana, a gennaio tornano i segnali negativi

A gennaio arrivano segnali negativi sul fronte della produzione industriale e dei prestiti delle banche, in parte spegnendo l'entusiasmo sull'apparente ripresa in atto dalla fine dello scorso anno.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
A gennaio arrivano segnali negativi sul fronte della produzione industriale e dei prestiti delle banche, in parte spegnendo l'entusiasmo sull'apparente ripresa in atto dalla fine dello scorso anno.

La produzione industriale in Italia è diminuita dello 0,7% a gennaio su base mensile, secondo l’indice destagionalizzato pubblicato dall’Istat. Su base annua, la caduta è stata del 5,2%, che corretta per l’effetto del calendario (20 giorni lavorativi quest’anno contro i 21 del gennaio 2014) si traduce in una contrazione del 2,2%.

Ripresa economia a rischio?

Il dato di gennaio rappresenta una delusione per quanti avevano sperato in un prosieguo della ripresa, apparentemente sbocciata a dicembre, quando la produzione industriale era salita dello 0,1% tendenziale e dello 0,4% sul mese precedente. Vero è che nella media del trimestre novembre-gennaio, la produzione risulta, comunque, in crescita dello 0,1% sui 3 mesi precedenti, in miglioramento dal -0,1% del trimestre ottobre-dicembre, ma ci sono altri segnali non propriamente positivi all’inizio dell’anno. La Banca d’Italia ha reso noto che i prestiti delle banche a gennaio sono diminuiti dell’1,8% su base annua, in accelerazione dal -1,6% di dicembre. Nel dettaglio, i prestiti alle famiglie sono diminuiti dello 0,5%, stesso dato di dicembre, mentre i prestiti alle imprese sono scesi del 2,8% dal -2,3% del mese precedente. Contrastanti anche i dati sui tassi applicati ai finanziamenti. Sui mutui immobiliari, la media praticata è lievemente scesa al 3,06% dal 3,08%, mentre sulle nuove erogazioni di credito al consumo sono saliti all’8,71% dall’8,10% medio di dicembre. E per i finanziamenti alle imprese di importo fino al milione di euro, i tassi salgono lievemente al 3,32% dal 3,31%, mentre scendono per gli importi superiori all’1,93% dal 2,15%. Complessivamente, quindi, si continua a registrare una certa debolezza dell’industria, nonostante l’apparente ripresa alla fine dello scorso anno. Allo stesso tempo, le banche non hanno allentato i cordoni della borsa verso le imprese. Difficile un miglioramento visibile della produzione e dell’economia italiana senza un sostegno agli investimenti.   APPROFONDISCI – L’economia italiana in ripresa: giù la disoccupazione a gennaio e sale il manifatturiero    

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Argomenti: Crisi economica Italia