Crisi dei negozi ‘addio’: come cambia il commercio con la moda no-gender

Sempre più catene pensano ad una moda gender-free, non solo una moda senza distinzione di genere ma anche veri e propri negozi ad hoc.

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Sempre più catene pensano ad una moda gender-free, non solo una moda senza distinzione di genere ma anche veri e propri negozi ad hoc.

Si è parlato molto spesso di come cambiano i negozi con l’avvento del commercio online ma anche la cosiddetta resurrezione dei negozi di quartiere, battuti per anni dai grossi centri commerciali. Un altro tipo di cambiamento è legato alla moda no-gender ossia senza genere o per semplificare nessuna distinzione tra uomo e donna nelle collezioni proposte o negli spazi delle grandi catene. Le aziende di moda, e soprattutto le grosse catene fast fashion, si stanno concentrando sempre più sul tema delle diseguaglianze di genere e cercano di lanciare messaggi contro il gender gap. 

Da Zara a H&M

La tattica, o chiamiamola strategia per adattarsi al cambiamento, è stata messa a punto da alcune grandi catene di moda come ha riportato Il Corriere in un recente articolo. Tra questi vanno citati la nota catena spagnola Zara, che ha lanciato la linea Ungendered, ossia capi che possono essere indossati sia da uomini che da donne. La collezione è composta soprattutto da capi dalla vestibilità comoda e colori neutri e quindi estremamente portabili (felpe, magliette e pantaloni). Anche H&M ha firmato una collaborazione per una collezione gender free.

La catena inglese Selfridges ha dedicato un intero spazio a questo stile nel grande magazzino londinese, denominato Agender, in cui i capi non sono divisi per genere ma per collezione. Stessa cosa del grande magazzino finlandese Stockmann, che ha posizionato al suo interno una zona neutrale, One Way, dedicata a capi senza distinzione di sesso. Oltreoceano, invece, sono già nati veri e propri negozi in cui si vendono vestiti gender-free, le taglie possono essere indossate da uomini e donne e persino i manichini non rimandano ad uno specifico sesso.

Topshop e Primark, invece, hanno addirittura pensato ai camerini gender neutral, ossia nessuna divisione tra quelli maschili e quelli femminili. 

Spazio alla generazione Z

Le aziende di moda si stanno concentrando sempre di più sulla generazione Z, quella che maggiormente non sembra più dare molto importanza alle distinzioni di genere mentre guardano all’accettazione di sé. E non è soltanto la moda ad essere investita ma anche il settore della cosmesi con profumi, creme e trattamenti che ormai non sembrano più avere uno specifico target femminile o maschile. 

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