Crisi debito Grecia, spunta l’ipotesi del complotto: i conti furono truccati?

La crisi del debito in Grecia sarebbe stata tutta un'invenzione. Un caso giudiziario accende i fari sui presunti trucchi contabili all'ufficio statistico nazionale. L'ipotesi di un complotto dietro alla manipolazione.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La crisi del debito in Grecia sarebbe stata tutta un'invenzione. Un caso giudiziario accende i fari sui presunti trucchi contabili all'ufficio statistico nazionale. L'ipotesi di un complotto dietro alla manipolazione.

All’Eurogruppo del prossimo 9 settembre, la Grecia dovrà iniziare i negoziati con i partner dell’Eurozona per ottenere l’ultima sub-tranche di 2,8 miliardi e facente parte della seconda fetta di aiuti per 10,3 miliardi, messi a disposizione dalla UE lo scorso anno. Al governo Tsipras vengono chieste una riforma del lavoro nella direzione di una maggiore flessibilità, l’aumento delle tasse, misure a sostegno dello smaltimento delle elevate sofferenze bancarie e un organismo indipendente per il monitoraggio delle privatizzazioni.

Parliamo dell’ennesimo capitolo dell’infinita saga della crisi del debito ellenico, che ieri si è arricchita di dati poco entusiasmanti: il pil nel secondo trimestre è cresciuto di appena lo 0,2% sui primi tre mesi dell’anno, restando in calo tendenziale dello 0,9%. La ripresa dell’economia in Grecia si conferma, quindi, lenta, certamente non in grado di dare sollievo al mercato del lavoro, dove il tasso di disoccupazione ammonta ancora al 25%.

Crisi debito Grecia provocato da manipolazione dati?

Ma proprio in questi giorni si sta tornando indietro con la mente all’origine di questa tragica crisi, che ad oggi ha provocato 8 anni di recessione e la perdita di circa un quarto del pil, oltre che immani sofferenze tra milioni di famiglie. Se davvero le cose stessero come presume la giustizia di Atene, oltre al danno verrebbe la beffa, perché c’è il sospetto che la crisi del debito sovrano del paese sia stata “gonfiata”, anzi voluta di sana pianta dall’allora presidente dell’Elstat, l’istituto di statistica ufficiale del paese, tale Andreas Georgiu.

L’uomo ha guidato l’istituto per 5 anni dal 2010 al 2015. E’ considerato l’artefice della scoperta dell’enorme “buco” fiscale, avendo rivisto al rialzo il deficit del 2009 al 15,4% del pil, quando l’allora governo conservatore di Kostas Karamanlis rassicurava l’Europa di essere vicino al target del 3%.

 

 

 

Le posizioni trasversali

I giudici ellenici hanno aperto un procedimento formale contro l’uomo, accusato di avere fatto carte false con i numeri. Ma i sospetti sull’uomo non sono nuovi. Già nel 2011, un altro membro del board dell’Elstat, Zoe Georganta, aveva definito Georgiu un incompetente, sostenendo che non capirebbe nulla di statistica e che il deficit del 2009 fosse, in realtà, al 4% del pil, in linea con quanto dichiarato dal governo.

A sostenere la posizione di Georganta per motivi diversi sono sia l’attuale maggioranza formata da Syriza e Greci Indipendenti, due partiti ostili all’austerità fiscale propinata dalla Troika (UE, BCE e FMI), che vedono nel caso la possibilità di giustificare la loro posizione in politica economica. Ma anche parte dei conservatori all’opposizione gridano allo scandalo, se non altro per rendere giustizia, dal loro punto di vista, al governo di allora.

Crisi Grecia, ipotesi complotto inquietante

La Commissione europea, che ha riposto in Georgiu massima fiducia negli anni del bail-out, ha preso carta e penna, attraverso ben tre suoi componenti: Marianne Thyssen, commissario al Lavoro, Pierre Moscovici, agli Affari monetari, e Valdis Dombrovskis, vice-presidente. Nella missiva inviata ad Atene, hanno chiesto al governo rispetto per l’autonomia e la qualità dei servizi statistici, anche se non hanno potuto prendere una posizione esplicita sul caso Georgiu, nel rispetto dell’operato della giustizia ellenica.

Secondo i sospetti dei magistrati, lo statistico avrebbe volutamente gonfiato i numeri sul deficit, in modo da giustificare il salvataggio ad opera di Bruxelles. Se l’ipotesi di reato si rivelasse vera, saremmo dinnanzi a uno dei più gravi complotti della storia recente, date le enormi implicazioni che ha avuto sulla Grecia e non solo.

 

 

 

Forze oscure dietro al presunto complotto?

Ora, è verosimile che la Grecia sia stata investita da una crisi finanziaria ed economica così gigantesca per effetto della manipolazione dei dati ufficiali? Il rischio è che la verità venga offuscata dalle opposte convenienze politiche. L’attuale presidente Prokopis Pavlopoulos, già ministro conservatore di Nuova Democrazia, è da sempre un ferreo oppositore di Georgiu, così come il premier Alexis Tsipras avrebbe tutta la convenienza nel cavalcare il caso, dipingendo la Grecia come vittima di un complotto internazionale.

D’altra parte, l’Europa ne uscirebbe alquanto imbarazzata, dato che l’eventuale condanna di Georgiu implicherebbe un suo possibile coinvolgimento ai danni di Atene. Il punto è proprio questo. Ammettiamo che abbiano ragioni i giudici inquirenti e che l’uomo abbia truccato i dati sul deficit. Perché lo avrebbe fatto? Quale sarebbe stato il tornaconto politico di un simile atto, che ha spazzato via la classe dirigente del paese, portando al potere forze certamente ostili all’establishment?

I greci vogliono forse lavarsi la coscienza con un capro espiatorio

Se appartenessimo alla folta schiera dei complottisti, dovremmo scrivere che dietro ai trucchi contabili si nasconderebbe la mano di forze oscure europee, le quali punterebbero a spogliare i governi nazionali più deboli dei loro poteri, in favore di istituzioni accentate e da loro controllate. Ma sarebbe come ingigantire la capacità di previsione e di calcolo di certi organismi sovranazionali, che in questi anni hanno dimostrato ampiamente di capirci meno dell’uomo della strada.

Per contro, potremmo ricavare da questo caso giudiziario la tentazione della classe politica ellenica di dare vita a un capro espiatorio per le sue responsabilità evidenti e le inefficienze accumulate in decenni di malgoverno; un po’ come accadde in Italia con tangentopoli prima e con la rivolta anti-sistema in corso. Resta il dubbio che in quel maledetto Elstat qualcosa di sbagliato sia stato commesso e che, in ogni caso, abbia provocato danni immensi all’economia e alle vite di 11 milioni di persone.

 

 

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Argomenti: Alexis Tsipras, austerità fiscale, Crisi del debito sovrano, Crisi della Grecia, Crisi Euro, Crisi Eurozona, Economia Europa, Grexit, Troika