Crisi debito curata a colpi di debito, col rialzo dei tassi via un’Italia nel mondo

Debito mondiale esploso a circa tre volte il pil. Tra le economie emergenti è vero boom, ma con il rialzo dei tassi saranno dolori per tutti, settore pubblico e privato.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Debito mondiale esploso a circa tre volte il pil. Tra le economie emergenti è vero boom, ma con il rialzo dei tassi saranno dolori per tutti, settore pubblico e privato.

Chi pensa che lo scoppio della crisi finanziaria negli USA nel 2008, propagatasi nel resto del pianeta, abbia fatto invertire tendenza all’economia mondiale con riguardo alla crescita dell’indebitamento pubblico e privato si sbaglia. Il debito complessivo del pianeta ammontava alla fine del 2016 a 215.000 miliardi di dollari, circa tre volte il livello del pil. Sono i dati pubblicati dall’Institute of International Finance. Quel che colpisce di più è che risulta cresciuto di oltre 70.000 miliardi nell’ultimo decennio, ovvero in piena crisi del debito per alcune delle principali economie. Dal 2007 al 2016, quindi, è aumentato al ritmo annuo di oltre il 4%, esplodendo tra le economie emergenti, dove è passato da 16.000 a 56.000 miliardi, praticamente moltiplicandosi per 2,5 volte e segnalando una crescita media annua del 13,3%. (Leggi anche: Debito mondiale a $152.000 miliardi)

Più lenta è stata la crescita tra le economie avanzate, passando in 10 anni da 128.000 a 160.000 miliardi, secondo una media del 2,25% all’anno. Resta il fatto che il rapporto tra indebitamento totale (pubblico e privato) e pil è esploso tra di esse al 390%, molto più alto del 215% vigente per le economie emergenti. Dieci anni prima, le percentuali erano rispettivamente al 348% e al 146%, dati che dimostrano come il debito abbia corso più velocemente dell’economia globale.

Con rialzo dei tassi saranno guai

E che dire del raffronto con il 1996, anno in cui il debito tra le economie avanzate era ancora a 56.000 miliardi (280%) e tra le emergenti ad appena 7.400 miliardi (126%)? Da allora, la crescita media del debito è stata del 6,3% all’anno.

E dire che nell’ultimo decennio, i tassi di interesse sui mercati più importanti sono stati per la stragrande maggioranza del tempo ai minimi storici, in conseguenze delle politiche ultra-espansive realizzate dalle principali banche centrali. Solo Federal Reserve e BCE hanno iniettato liquidità sui mercati per complessivi 8.000 miliardi. Che ne sarà di questa montagna enorme di passività, quando i tassi si normalizzeranno? Si pensi che se crescessero mediamente dell’1%, governi, famiglie, imprese e banche dovrebbero complessivamente sborsare al livello mondiale oltre 2.000 miliardi di dollari a regime, ovvero man mano che il debito arriva a scadenza e viene rinnovato. Si tratterebbe in un solo colpo di una perdita pari a oltre l’intero pil dell’Italia. E parliamo solo dell’1%. L’effetto sarebbe amplificato sui mercati emergenti, dove già da tempo l’apprezzamento del dollaro desta allarme sulla sostenibilità di circa 4.000 miliardi di nuovi debiti contratti in valuta americana dal 2008. (Leggi anche: Economie emergenti esposte a bomba da 3.800 miliardi)

 

 

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Argomenti: Altre economie, bolla finanziaria, Crisi del debito sovrano, Economia Europa, Economia USA, Economie Asia, economie emergenti

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