Crisi, dalla Cina un segnale di ripresa?

L'economia mondiale tira un sospiro di sollievo alla lettura degli ultimi dati cinesi. Positive le previsioni sul 2012

di Carlo Robino, pubblicato il
L'economia mondiale tira un sospiro di sollievo alla lettura degli ultimi dati cinesi. Positive le previsioni sul 2012

I dati usciti oggi confermano la ripresa dell’economia cinese dopo che, nel corso dell’anno, pesante era stata la ripercussione della crisi economica dell’Eurozona in termini di espansione del PIL. L’Ufficio Nazionale di Statistica Cinese attesta che  la produzione industriale della Cina e’ cresciuta in ottobre del 9,6% rispetto allo stesso mese del 2011. Trend assolutamente positivo se si pensa che che a settembre si era registrato un +9,2% e ad agosto un +8,9%. Resa nota anche la spesa per costruzioni edili, che in Ottobre è cresciuta del 20,7% su base annua, mentre nel mese precedente l’indice era cresciuto del 20,5%. Risultato migliore rispetto alle attese degli addetti ai lavori che prevedevano un  incremento del 20,6%.  

Vendite al dettaglio cinesi in forte progressione

Risultati sopra le aspettative anche per le vendite al dettaglio che in Cina sono cresciute in ottobre del 14,5% su base annua dopo il 14,2% fatto registrare nel mese precedente. Il dato e’ migliore delle attese degli analisti che si attendevano un rialzo del 14%. Rallenta inaspettatamente il tasso d’inflazione cinese. Infatti gli analisti prevedevano un’invarianza rispetto a settembre del tasso  di crescita dell’indice dei prezzi al consumo, che però in ottobre ha registrato un 1,7% rispetto a un anno fa. Inoltre, su base mensile l’indice Cpi, e’ calato dello 0,1% dopo un incremento dello 0,3% in settembre rispetto ad agosto.  

Pil Cina: le prospettive del breve periodo

La lettura degli ultimi dati confermano quindi le impressioni di graduale ritorno del gigante cinese sui propri binari di crescita. Infatti sebbene il 2012 verrà archiviato come il peggiore dal 2009, la Cina riuscirà a rispettare, se non a superare, il target annuale di un PIL fissato al 7,5%, con la tenuta valutaria che nel breve periodo non correrà rischi anche per la diminuzione della corsa dell’inflazione.  

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Argomenti: Economie Asia

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