Crisi BTp, perdite fino a -22% in 6 mesi

Il ritorno dell'inflazione penalizza i bond italiani a più lunga scadenza. In pochi mesi, perdite a due cifre per il mercato.

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Il ritorno dell'inflazione penalizza i bond italiani a più lunga scadenza. In pochi mesi, perdite a due cifre per il mercato.

Seduta no per i titoli di stato italiani, con i rendimenti decennali dei BTp a toccare fino al 2,26% nella mattina odierna, segnando uno spread a 10 anni di 190,6 punti base con i Bund. Dall’inizio dell’anno, il divario con i bond tedeschi è cresciuto di quasi una ventina di punti, mentre i rendimenti decennali si sono impennati di una trentina di punti.

Le perdite sono evidentemente crescenti, man mano che aumenta la durata dei bond. Analizzando le variazioni dei prezzi dei BTp nell’ultimo anno per varie scadenze, tale risultato è chiaro.

I titoli a due anni hanno perso quasi il 4% negli ultimi 12 mesi, mentre per i quinquennali il bilancio è del -5% e sale al -8% per i decennali. Ancora peggio è andata ai BTp a 20 anni, che hanno ceduto il 10%, ma è sulle scadenze più longeve che si è registrato un tracollo verticale. (Leggi anche: Rendimenti BTp, perché saranno dolori per i possessori)

Reflazione penalizza i BTp più a lunga scadenza

Prendiamo i BTp 2047, emessi dal Tesoro solamente nel settembre scorso. Ebbene, in appena sei mesi hanno perso il 22%, più di quanto non abbiano ceduto i cosiddetti “Matusalemme”, i titoli a 50 anni, che furono piazzati agli inizi di ottobre quasi alla pari e che da allora segnano oltre il -16%.

E’ naturale che a risentire maggiormente della reflazione siano i bond più longevi, i quali erano stati prezzati sul mercato a livelli fin troppo eccessivi. Il BTp 2067, ad esempio, fu collocato dal Tesoro con un rendimento del 2,85% il 4 ottobre scorso, quando il suo livello di lungo termine sarebbe forse persino doppio. (Leggi anche: Rendimenti BTp, cosa scatena le vendite?)

 

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