Crisi BTp, attenti a un numero: da lì scatterebbe l’allarme Italia

BTp in calo sui mercati, ma l'allarme riguarda lo spread con la Spagna, ai massimi dal 2012. Ecco quando dovremmo iniziare seriamente a preoccuparci.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
BTp in calo sui mercati, ma l'allarme riguarda lo spread con la Spagna, ai massimi dal 2012. Ecco quando dovremmo iniziare seriamente a preoccuparci.

Giornata no per i BTp, i cui rendimenti decennali salgono al 2,28%, segnando uno spread con gli omologhi Bund di quasi 202 punti base, il livello più alto da un mese e mezzo. In valore assoluto, invece, viaggiano ancora nettamente meno dei massimi toccati a febbraio, quando erano schizzati a ridosso del 2,40%. Ma a preoccupare è l’incremento delle distanze con i Bonos spagnoli, i cui rendimenti decennali si aggirano sui 75 bp più bassi dei nostri, giovandosi questa mattina anche della notizia dell’acquisizione del Banco Popular da parte di Santander al prezzo simbolico di un euro. Il primo era sull’orlo del fallimento, stando a una dichiarazione di ieri del Single Resolution Board della BCE, gravato da crediti deteriorati per 35 miliardi di euro. (Leggi anche: Spread sopra 200 pb, politica pesa sui BTp)

Lo spread BTp-Bonos è salito ai massimi degli ultimi 5 anni, quando infuriava la crisi dell’euro, che rischiò di travolgere l’intera unione monetaria. Che la situazione sia preoccupante lo dimostra anche il fatto che nelle sedute immediatamente precedenti al referendum costituzionale, quando i mercati erano intimoriti dalla prevista crisi politica per il caso di esito negativo, tale differenziale si attestava poco sopra i 40 bp.

Paura per elezioni anticipate

Anche stavolta, a rinvigorire lo spread tra Italia e Spagna sarebbe la paura di elezioni anticipate e della conseguente ingovernabilità, se dovesse passare la legge elettorale di stampo proporzionale, che quasi certamente non consentirebbe a nessun partito o schieramento di conquistare la maggioranza assoluta dei seggi.

In realtà, negli ultimi mesi si registra un trend lentamente crescente per lo spread tra i rendimenti sovrani delle due economie del Mediterraneo, frutto anche di una crescita economica spagnola ben più robusta della nostra, quando i mercati iniziano a scontare una svolta monetaria della BCE tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo. Quando dovremmo iniziare a preoccuparci sul serio? (Leggi anche: Perché la crisi politica in Spagna non ha colpito, mentre in Italia allarma?)

La soglia di allarme

Ribadendo che i livelli assoluti dei rendimenti appaiono molto bassi, specie al confronto con quelli degli anni passati, esiste il pericolo di un tracollo psicologico dei mercati al raggiungimento di determinate soglie. Immaginatevi cosa accadrebbe nel caso di uno spread BTp-Bonos a 100 bp. Significherebbe che un decennale spagnolo rende l’1% in meno di uno italiano, soglia che praticamente segnalerebbe il sorgere di una periferia nella periferia dell’Eurozona.

I BTp retrocederebbero di fatto allo status di titoli “spazzatura”, pur in assenza di declassamenti sovrani in tal senso. La psicologia è importante per chi opera sui mercati. Non è necessario che un’agenzia di rating ci declassi i bond a “junk” per scivolare nel fossato, bastando che la sensazione comune ritenga che stia già accadendo. Nulla di scientifico nell’individuazione delle soglie di spread, oltre le quali scatterebbe l’allarme, ma certo che dire che tra Bonos e BTp corra una differenza dell’1% inizierebbe a essere rilevante. E stando così le cose, quel momento potrebbe arrivare più presto di quanto s’immagini. (Leggi anche: Allarme spread Italia Spagna, ai massimi da 5 anni)

 

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Argomenti: bond sovrani, Crisi economica Italia, Economia Italia, rendimenti bond, Spread

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