Sulle banche italiane è in arrivo una doppia mazzata UE su Npl e bond

L'Europa raddoppia: non solo crediti dubbi, ma anche titoli di stato nel mirino di Commissione UE e BCE. Per le banche italiane è rischio "de profundis".

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
L'Europa raddoppia: non solo crediti dubbi, ma anche titoli di stato nel mirino di Commissione UE e BCE. Per le banche italiane è rischio

Il vice-presidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, ha annunciato nuovi interventi per cercare di contrastare l’accumulo di crediti deteriorati per le banche in Europa, sostenendo che serve evitare che ne sorgano di nuovi. Per questo, si è detto in costante consultazione con la BCE, la quale ha annunciato pochi giorni fa nuove misure per contrastare i cosiddetti Npl (“Non performing loans”), richiedendo per quelli iscritti a bilancio dall’anno prossimo di accantonare capitali per il 100% del valore dei prestiti dubbi in un paio di anni, entro sette anni per la parte coperta da garanzie.

Secondo Bruxelles, bisognerà anche tenere conto dei derivati nella revisione degli attivi bancari e il pacchetto che sarà varato conterrà interventi per lo sviluppo del mercato secondario degli Npl e di aiuto per il recupero di tali crediti. Inoltre, la Commissione punterà a una maggiore trasparenza in tema di crediti deteriorati e a misure micro-prudenziali, che dovrebbero affiancare gli accantonamenti, per minimizzare i rischi a carico delle banche. (Leggi anche: Le nuove regole BCE colpiscono i prestiti delle banche e l’economia italiana)

Dunque, sulle nuove regole sembra cosa fatta a Francoforte. Anzi, la Commissione raddoppia, annunciando che il comitato per il rischio sistemico avanzerà presto una sua proposta per allentare il legame tra bilanci bancari e titoli del debito pubblico. Sebbene Bruxelles abbia cercato di indorare la pillola, parlando di “diversificazione delle obbligazioni sovrane”, si tratterebbe di recepire una proposta della Bundesbank, che chiede da tempo di recidere il cordone ombelicale che lega ancora troppe banche (italiane per prime) ai governi degli stati in cui hanno sede, imponendo un tetto alla quantità di bond sovrani detenibili e/o obbligandole a scontare un rischio di credito pur minimo, al pari di ogni altro tipo di prestito, ponendo fine alla distorsione alimentata dalla disparità normative. Le banche italiane detenevano a bilancio nel giugno scorso quasi 366 miliardi di euro in bond tricolori.

Doppia mazzata per banche italiane su Npl e bond

I commissari, dunque, interverrebbero sulle banche da qui ai prossimi mesi, da un lato colpendo i nuovi crediti deteriorati, dall’altro spingendo le banche a non concentrarsi eccessivamente sull’acquisto di titoli di stato, dovendo altrimenti accantonare un po’ di capitale, a seconda del grado di rischio segnalato dal rating. Misure, che nuocerebbero alla crescita economica dell’Italia nel breve termine, tanto che ad essere saltati dalla sedia sono sia banchieri che imprenditori. Se il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, parla di norme “contrastanti con i principi di contabilità internazionali”, il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, teme che le nuove regole colpiranno i flussi di credito alle imprese e chiosando che così non si capirebbe dove la BCE voglia andare a parare.

Ma la Commissione non usa solo il bastone, mostrando anche la carota: completamento dell’unione bancaria, attraverso l’istituzione di una garanzia unica sui depositi in tutta l’Eurozona. La misura dovrebbe superare la frammentazione dei mercati finanziari nell’area, rendendola più resiliente agli shock. I tedeschi sono fortemente contrari all’ipotesi e forse proprio per convincere il prossimo governo della cancelliera Angela Merkel a chiudere un occhio, Mario Draghi e commissari cederebbero su Npl e titoli di stato. L’Italia rischia un duro impatto, proprio ora che registra una ripresa debole, ma pur sempre ripresa. (Leggi anche: Crisi banche, perché la stretta sui prestiti sarebbe un baratto tra BCE e Germania)

 

 

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Argomenti: Banche italiane, Bce, bond sovrani, Crisi delle banche, Crisi Eurozona, Economia Europa, Economia Italia, unione bancaria

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