Criptovalute, computer a rischio: ecco cosa sono virus miner

Computer a rischio a causa dei virus miner in grado di sfruttarli per estrarre Bitcoin. Un fenomeno preoccupante?

di Chiara Lanari, pubblicato il
Computer a rischio a causa dei virus miner in grado di sfruttarli per estrarre Bitcoin. Un fenomeno preoccupante?

Un tempo esisteva il mining, vale a dire il modo di estrarre Bitcoin o altre criptovalute, pratica divenuta sempre più costosa nel corso del tempo, viste le dimensioni gigantesche dei database pubblici, come quello del Bitcoin, tanto per citare l’esempio più ovvio. Adesso che le criptovalute sono un fenomeno globale, sono sempre più numerose le azioni di disturbo – per usare un eufemismo – nei confronti non soltanto delle valute digitale ma anche degli stessi investitori. L’ultimo episodio eclatante è stato quello che ha avuto per vittima illustre la piattaforma di exchange Coincheck, con sede a Tokyo, colpita da un hackeraggio che ha comportato un maxi furto di XEM, l’asset digitale della criptovaluta NEM. Oggi, però, la minaccia rischia di diventare globale, senza frontiere: sono arrivati i virus miner.

Che cosa sono i virus miner?

Tale espressione è stata coniata per definire i malware inseriti in maniera silenziosa all’interno del computer e attraverso cui è possibile eseguire il mining di Bitcoin e le altre principali criptovalute senza aver bisogno di altro. I virus miner, dunque, non sono pericolosi per la propria identità, dal momento che non hanno interesse nel carpire i dati presenti sul computer. Ma, allo stesso tempo, possono avere un impatto estremamente negativo sull’usabilità della macchina, in quanto ne sfruttano al massimo ogni singolo processo per poter estrarre criptovalute.

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Negli ultimi due anni, il fenomeno dei virus miner è andato sempre più in crescendo, tanto che questa tipologia di virus ha superato per la prima volta nel 2017 i classici trojan. Si calcola che in soli 6 mesi gli hacker abbiano avuto modo di guadagnare dai virus miner qualcosa come 7 milioni di dollari, poco più di un milione al mese. Nel solo 2017, rispetto all’anno precedente, c’è stato un aumento del fenomeno pari al 50 per cento.

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Argomenti: Bitcoin, Economia Italia, Economia USA

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