'Credito alle Pmi, perché e come ridisegnare i mini-bond

Credito alle Pmi, perché e come ridisegnare i mini-bond

I mini-bond introdotti nel 2012 dal Decreto Sviluppo stentano a decollare. Ecco le proposte per mettere le piccole aziende, e non solo quelle medie, nelle condizioni di accedere al mercato obbligazionario.

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I mini-bond introdotti nel 2012 dal Decreto Sviluppo stentano a decollare. Ecco le proposte per mettere le piccole aziende, e non solo quelle medie, nelle condizioni di accedere al mercato obbligazionario.

La crisi che ha messo a durissima prova il sistema industriale italiano e le difficoltà incontrante dalle Pmi nell’accedere al credito potrebbero aver paradossalmente aperto «nuovi e interessati scenari per il Paese» a tal punto che «al massimo tra 15 o 20 anni emergerà un nuovo sistema finanziario in grado di cambiare il mondo delle imprese». È l’autorevole opinione dell’amministratore delegato di Bnl, Fabio Gallia, un punto di vista condiviso anche da Federico Merola, partner del Fondo Impresa Italia («Sarà una riforma strutturale, che alla fine cambierà il sistema industriale italiano») e da Confindustria. E proprio in un recente report del Cento Studi del principale rappresentante delle imprese italiane vengono passati in rassegna alcuni rimedi alla mancanza di credito. Tra le soluzioni indicate da Confindustria per sbloccare il cosiddetto “circolo vizioso credit crunch-recessione” e quindi sostenere la piccola e media imprenditoria figurano l’emissione di mini-bond.

 

I mini-bond, eredità del Governo Monti (Decreto Sviluppo 2012)

È stato il precedente Governo Monti con il Decreto Legge n. 83 del 22 giugno 2012 ad aver introdotto in Italia i mini-bond. In base al provvedimento, a tutte le aziende non quotate in borsa è data la possibilità di emettere obbligazioni e cambiali finanziarie (di durata fino a 36 mesi).

 

Ecco come accedere ai mini-bond: i requisiti

Le Pmi non quotate in Borsa difficilmente hanno un’agenzia che ne valuti la classe di rischio. Per sopperire alla mancanza di rating, le società emittenti devono non solo dotarsi di uno “sponsor finanziario” che supporti il collocamento dei bond presso investitori specializzati, ma anche pubblicare il bilancio degli ultimi due esercizi (di cui l’ultimo sottoposto a revisione contabile) unitamente a un documento informativo essenziale, una versione semplificata del prospetto di quotazione.

 

Dalla teoria alla pratica: la prima emissione di mini-bond

Lo strumento del mini-bond non ha ancora riscontrato il favore delle Pmi nostrane complice anche il taglio di emissione richiesto (si parte da un minimo di 50 milioni di euro per arrivare a richieste target nell’ordine di 150 milioni). Qualche timido segnale di attività si è tuttavia registrato a quasi un anno di distanza dall’emanazione del Decreto Sviluppo 2012 quando nell’aprile scorso la Banca di Credito Cooperativo di Cherasco (Cuneo) ha deciso di assistere la CAAR, una Pmi piemontese attiva nel settore dell’ingegneria automobilistica, per l’emissione dei primi mini-bond italiani quotati sul mercato ExtraMOT Pro di Borsa Italiana.

 

Finanziamenti alle Pmi, ecco i credit fund specializzati in mini-bond

Perché quello di CAAR non resti un caso isolato, occorre mettere le piccole aziende, e non solo quelle medie, nelle condizioni di accedere al mercato obbligazionario, studiando mini-bond con tagli inferiori rispetto a quelli attualmente previsti dal Decreto Sviluppo 2012, rendendoli appetibili anche a quelle 89.800 imprese che in Italia hanno un fatturato tra i 2 e i 10 milioni di euro.

Secondo diversi addetti ai lavori, la soluzione consisterebbe nell’apertura di fondi in grado di analizzare aziende piccole e disposti ad acquistare bond di piccolo taglio, anche da un milione di euro cadauno. È questo, per esempio, l’iter seguito da Finanziaria Internazionale Sgr e il gruppo Montepaschi con quando lo scorso fine maggio hanno lanciato un credit fund di tipo chiuso specializzato in mini-bond da 2-5 milioni di euro. In base agli accordi, la Sgr selezionerà le imprese, la banca senese fungerà da advisor e i rating saranno attribuiti dalla bolognese Crif, registrata come credit rating agency da Consob.

 

Minibond: in arrivo alcuni “ritocchi” normativi

Ma le novità più importanti per le Pmi e il mercato dei mini-bond potrebbero arrivare dal fronte normativo. Nel corso dei prossimi mesi, infatti, i ministeri dello Sviluppo e dell’Economia dovrebbero mettere a punto alcuni emendamenti al Decreto Sviluppo 2012 con l’obiettivo di costruire un quadro regolatorio in cui possano formarsi veicoli in grado di sottoscrivere mini-bond.

 

STEFANO FUGAZZI

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