Costo della politica, dossier del M5S: “Troppe spese, serve un taglio drastico”

Il Movimento propone l'abbattimento delle indennità e tetti retribuitivi: è uno degli obiettivi programmatici, ma non mancano le resistenze

di Leandro Lombardi, pubblicato il
Per il Movimento Cinque Stelle è tempo di proposte e disegni datati nel tempo. In attesa di ritrovare i numeri delle elezioni politiche, nel mirino dei parlamentari a cinque stelle è finito uno degli obiettivi dichiarati ad inizio incarico: l’abbattimento dei costi, in particolare alla Camera.
Una Camera che, secondo le prime referenze affidate ad un dossier, risulta essere oscura di conti, stipendi e privilegi al prezzo di 280 milioni di euro in un anno.
Somma importante, che il Movimento vorrebbe drasticamente ridimensionare, ma che trova  qualche opposizione di troppo secondo i protagonisti. “Non volevano darci i dati, siamo stati ostacolati in tutti i modi possibili, soprattutto quando siamo andati alla ricerca di cifre ufficiali” raccontano i deputati. Riccardo Fraccaro, il parlamentare incaricato di raccogliere le informazioni, si è trovato di fronte un muro difficile da scardinare, che ha portato quantomeno a pubblicare “gli aumenti di stipendio e i primi 91 curriculum vitae strutturali”.

Il Dossier del M5S

Primi rilevamenti di un dossier completo, da pubblicare prima di affrontare la questione nell’ufficio di presidenza, che i parlamentari grillini stanno portando avanti a fari spenti e in modo compatto. “Noi pensiamo – ha proseguito Fraccaro – che in questi particolari momenti di crisi, chi ha di più deve dare di più. Ed è un qualcosa che si raggiunge solamente con la coerenza. Quasi due terzi del bilancio della Camera è destinato al pagamento di stipendi e pensioni a Montecitorio: una situazione insostenibile”. E gli altri partiti? Secondo Fraccaro “collaborano soltanto in maniera superficiale” risultando “poco efficaci nella presentazione di dati attendibili, con scelte di facciata o incomplete che non facilitano il compito del 5 Stelle”.
Nel mirino anche Pd e Sel. “Abbiamo chiesto di visualizzare i curriculum, ma si sono opposti con vigore. La Boldrini, inoltre, da deciso di pubblicare le curve retributive fino al 35.esimo anno di carriera, una vera presa in giro: sappiamo tutti che gli stipendi aumentano automaticamente e senza alcun tipo di merito. Proprio per questo, il merito rientra tra le proposte per il futuro”.

I numeri dell’attività parlamentare

La denuncia del Movimento si estende a tutta l’attività, compreso l’ufficio di presidenza che, secondo il vice presidente della Camera Luigi Di Maio, “non ha fatto altro che approvare privilegi”.
Si parte dai vitalizi (91,8 milioni di spesa) e una contro proposta dei grillini che permetterebbe un risparmio di 42 milioni; per stipendi e pensioni parlamentari vanno via 784 milioni l’anno, a cui vanno ad aggiungersi 400 milioni per stipendi ai consiglieri. Poi è la volta degli immobili, considerati sprechi quando si ricorda come “gli uffici degli ex presidenti Bertinotti e Fini sono incredibilmente attivi con dieci stanze”; inoltre non mancano 9 milioni di stampe, 110 di assicurazioni per la vita, 4 per l’acquisto software. Di Maio non risparmia un duro attacco al sistema. “Noi vogliamo abbattere e aggredire i diritti che si considerano acquisiti. Non solo per la Camera, i vitalizi sono una spesa enorme e credo vadano aboliti immediatamente. Senza rimandare. Se non si inizia da subito, non facciamo altro che scaricare altri problemi e sprechi sulla generazione futura”.

Il personale e i livelli retributivi

Con 1521 dipendenti pubblici in servizio, la Camera divide l’operato in cinque livelli e cinque diverse retribuzioni. Dai 183 consiglieri del quinto livello, si arriva fino agli operatori tecnici del primo. Un numero importante, che beneficia dell’aumento di stipendio ogni due anni: una formula collaudata nel tempo. Per centosettanta dipendenti scatta anche l’indennità di funzione, che il Movimento Cinque Stelle vorrebbe abbattere in maniera sostanziosa. La spesa attuale andrebbe dimezzata (da 4 a 2,5 milioni) con riduzioni che vanno dal 70% per il segretario generale fino al 30% degli assistenti.

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Argomenti: Politica