Così Salvini si prende il centro-destra e manda Berlusconi in pensione per sempre

Matteo Salvini vuole correre da solo in Abruzzo, nel tentativo di cancellare Forza Italia. E Silvio Berlusconi di andare in pensione non vuole sentire parlare.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Matteo Salvini vuole correre da solo in Abruzzo, nel tentativo di cancellare Forza Italia. E Silvio Berlusconi di andare in pensione non vuole sentire parlare.

Tra un mese e mezzo compie 82 anni, ma di andare in pensione non vuole sentire parlare. Per lui, la legge Fornero sarebbe effettivamente fin troppo blanda, visto che non ha ancora intenzione di mollare la presa, nonostante l’età. Parliamo di Silvio Berlusconi, leader consumato e stanco di una Forza Italia ormai logora e copia più che sbiadita del partito che fu agli albori. Le elezioni politiche del 4 marzo scorso hanno spento i sogni revanchisti di chi, tra gli azzurri, ancora sperava che il caro vecchio leader li avrebbe condotti verso la riscossa, che sarebbero tornati i tempi in cui egli distribuiva le carte e agli altri veniva garantito semmai solo il diritto di fare spallucce. Gli auspici sono andati a farsi benedire con il superamento della Lega da una parte e il tracollo del PD dall’altro. Il sorpasso di Matteo Salvini ai danni dell’ex premier ha catapultato il leader leghista a capo della coalizione del centro-destra, mentre i risultati ingloriosi ottenuti dall’altro Matteo hanno privato Forza Italia di quel potere negoziale che avrebbe avuto nel caso in cui i suoi parlamentari, uniti a quelli del PD, avessero potuto formare una maggioranza.

Perché Salvini e Di Maio possono porre fine alla lunga stagione dell’odio

Il trucco è stato capito dagli italiani, che alle urne si sono rivoltati contro una Forza Italia sin troppo compiacente con il Nazareno e che dal 5 marzo in poi, se avesse potuto, avrebbe mandato all’inferno alleati e promesse elettorali, formando un governo con i renziani “per il bene del Paese”. E, invece, adesso Berlusconi non soltanto si ritrova per la prima volta ai margini della politica e con consensi calanti di settimana in settimana, ma la sua parabola rischia di concludersi in maniera imbarazzante, se davvero Salvini correrà da solo in Abruzzo, come ha annunciato il suo segretario regionale Giuseppe Bellachioma.

Cancellare la coalizione e verso il partito unico?

In autunno, la regione torna al voto per le dimissioni del governatore del PD, Luciano D’Alfonso, eletto senatore. Il Carroccio vuole approfittare dell’appuntamento per sbarazzarsi definitivamente dell’ormai ex alleato. Come? Candidando un proprio uomo senza rendere conto a Forza Italia, che con un il suo miserrimo 7-8% assegnatole dai sondaggi pretenderebbe ancora di imporre la sua linea e i suoi uomini (vedi caso Rai) al resto della coalizione, specie da Roma in giù. Con questa mossa, Salvini punta essenzialmente a tre obiettivi: accelerare la putrefazione del partito azzurro, con decine tra consiglieri regionali, comunali, sindaci, assessori e persino parlamentari berlusconiani che chiedono di entrare nella Lega, di fatto rafforzandola anche al livello locale; evidenziare tutta la debolezza del Cavaliere, che nascondendosi dietro ai successi leghisti ha sinora potuto rivendicare vittorie non sue alle amministrative recenti; segnalare nitidamente che egli intende non già creare una formazione di centro-destra nuova, bensì un partito unico di riferimento per l’intera area, cosa che non riuscì a Berlusconi con l’ex PDL per il suo piglio da factotum e cooptativo.

Se l’operazione verrà portata avanti, il ministro dell’Interno potrà fare campagna elettorale apertamente contro il vecchio alleato, tacciandolo di connivenza con il PD. Del resto, l’epurazione di giornalisti “populisti” da Mediaset e i nuovi palinsesti per Rete 4 non provano forse che anche Berlusconi voglia utilizzare le sue TV per fare propaganda contro la Lega? Perché mai Salvini dovrebbe essere gentile con chi lo attacca mediaticamente attraverso le sue proprietà, pur sottilmente? L’ex premier è ormai attratto dal PD, non fosse altro perché quel mondo lo conosce e sa decifrarlo. La Lega di oggi al 30% rappresenta il suo crepuscolo politico ed è ovvio che non possa guardarla con occhi amorevoli. In fondo, a Berlusconi il Carroccio era sempre servito per allargare i consensi della “sua” coalizione, mentre adesso è Forza Italia a dovergli andare a rimorchio e Salvini quasi osteggia insofferenza a tenersi dietro questa “bad company” della politica italiana, diventata zavorra per la sua leadership.

Nomine Rai, Salvini non molla Foa e Berlusconi cederà a vantaggio di Mediaset

[email protected]

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Politica, Politica italiana