Cos’è successo a Bruxelles e a Hannover: ancora paura nel cuore dell’Europa

Spari a Bruxelles, paura nell'aeroporto di Hannover: nel cuore dell'Europa l'allerta terrorismo è ancora molto alta.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Spari a Bruxelles, paura nell'aeroporto di Hannover: nel cuore dell'Europa l'allerta terrorismo è ancora molto alta.

Mentre a Berlino si escludeva la pista terrorismo per la macchina esplosa nella zona centrale della città, ieri il cuore dell’Europa ha ancora vissuto attimi di terrore, sia in Germania, all’aeroporto di Hannover con un allarme bomba rientrato, sia soprattutto a Bruxelles, dove un’operazione antiterrorismo condotta dalle forze franco-belghe è finita nel sangue. Proprio nella capitale belga, durante l’operazione, sono stati feriti 4 poliziotti, mentre un sospetto terrorista è stato ucciso – ma non si tratta di Salah Abdeslam, che ancora non si trova e che alcune fonti danno essere tornato in Siria ormai da tempo. Tutto è cominciato con una perquisizione di alcuni appartamenti nel quartiere di Forest, un’operazione di routine che ormai sta andando avanti da 4 mesi in Belgio, sempre in allerta 3 e con i militari in giro per le città a tutelare la sicurezza dei cittadini. L’operazione era finalizzata a stanare alcune menti degli attentati di Parigi dello scorso 13 novembre, in seguito alle indagini effettuate negli ultimi giorni che hanno portato alla pista di Forest.   [tweet_box design=”box_09″ float=”none”]Da #Hannover a #Bruxelles: pomeriggio di paura nel cuore dell’Europa[/tweet_box]  

Operazione franco-belga a Forest, Bruxelles

Belgio e Francia stanno cooperando nel tentativo di trovare i jihadisti presenti nel cuore d’Europa in attesa di un segnale per compiere altre operazioni terroristiche nel vecchio continente. Le indagini degli ultimi giorni le avevano portati a inseguire le false identità utilizzate per effettuare gli attentati dello scorso novembre nella capitale francese e le tracce monitorate li avevano portati proprio a Forest, dove viveva un amico di Bilal Hadfi, il kamikaze che si è fatto esplodere allo Stade de France. Tutto è iniziato verso le ore 15, quando gli agenti hanno bussato a un appartamento ritenendolo vuoto, ma vuoto non era e dall’interno sono partiti colpi di arma di fuoco che hanno ferito 3 poliziotti. Passano altri 20 minuti e un’altra raffica di colpi ne ferisce un quarto. Comincia dunque lo scontro tra forze di polizia e sospetti terroristi, mentre il quartiere viene bloccato e le scuole e gli asili immediatamente evacuati e chiusi.   Passano altre 3 ore prima dell’atteso blitz delle forze dell’ordine: l’appartamento viene trovato vuoto dopo la fuga di almeno 2 sospetti, mentre un altro viene trovato morto nello stabile: non si tratta di Salah Abdeslam, è l’unica notizia certa che trapela, mentre per il resto, come già accaduto nelle operazioni post-Parigi del novembre scorso, viene chiesto ai media di non comunicare sui social le operazioni della polizia. L’identità del sospetto morto tuttavia non è ancora nota, visto che si tratta di un volto sconosciuto alle forze dell’ordine. L’operazione sarebbe ancora in corso, con la scientifica e la magistratura che stanno analizzando l’appartamento dove è avvenuto lo scontro a fuoco: al suo interno, secondo alcune fonti, sarebbero stati trovati dei kalashnikov e gas lacrimogeno.   Intanto diversi abitanti della zona di Forest hanno dovuto passare la notte fuori dal loro quartiere, visto che almeno due dei sospetti terroristi si sarebbero dati ala fuga e le forze franco-belghe stanno effettuando una caccia all’uomo nel tentativo di ritrovarli. Ancora nessuna notizia invece su Salah Abdeslam, ancora introvabile come il compagno Mohamed Abrini: si avvalora dunque l’ipotesi che Salah non sia più in Europa e sia invece tornato in Siria. Nella notte sono continuate comunque le perquisizioni in tutta la zona almeno fino alle 3 del mattino, quando il quartiere è stato “riaperto” ai suoi abitanti. I due sospetti tuttavia sono ancora in fuga, e stando alle ultime notizie, corrisponderebbero ai fratelli Khalid e Ibrahim El Bakraoui, già noti alle forze dell’ordine per reati di furti e terrorismo.  

Intanto, nell’aeroporto di Hannover

Ieri la paura c’è stata anche a Hannover e più nel dettaglio nel suo aeroporto, che è stato chiuso e riaperto dopo 45 minuti a causa di un allarme bomba: nella toilette di un aereo della compagnia Turkish Airlines, è stato infatti ritrovato un foglio che avvisava della presenza di una bomba – l’aereo proveniva da Instanbul. Dopo i dovuti controlli, le autorità aeroportuali non hanno dato ulteriori informazioni sui motivi dell’allarme. Continua tuttavia a correre su un filo sospeso in precario equilibrio il terrore nel cuore dell’Europa: tra la Germania, il Belgio e la Francia il sospetto è che l’allarme terrorismo sia ancora molto alto e altre operazioni potrebbero essere effettuate nei prossimi giorni.

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Argomenti: Allarme Terrorismo, ISIL-ISIS - Stato Islamico