Cos’è l’art. 138 della Costituzione e perché il M5S vuole difenderlo: tutte le ragioni di una protesta

L'art. 138 della Costituzione è la chiave per procedere con la modifica della Carta da parte del Governo: modifica alla quale M5S ha reagito prima facendo ostruzionismo e adesso divulgazione. Ma non è solo il M5S a opporsi: ecco tutte le ragioni della protesta.

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L'art. 138 della Costituzione è la chiave per procedere con la modifica della Carta da parte del Governo: modifica alla quale M5S ha reagito prima facendo ostruzionismo e adesso divulgazione. Ma non è solo il M5S a opporsi: ecco tutte le ragioni della protesta.

L’art. 138 della Costituzione è la prima tessera del domino: quella che, se cade, cadono tutte le altre di seguito. Sostanzialmente l’art. 138 della Costituzione italiana è quell’articolo che stabilisce le procedure di modifica della Carta costituzionale. Dunque, modificarlo (o derogarlo) significherebbe aprire la pista alle tanto discusse riforme. Ricorderete che già in estate la battaglia sull’art. 138 riempì le prime pagine dei giornali, oltre che le aule di Camera e Senato (fatto eclatante per il periodo estivo): in difesa dell’art. 138, infatti, il Movimento 5 Stelle ha costretto le aule a intere nottate e sudate allo scopo di comunicare all’opinione pubblica quello che stava accadendo (e infatti l’argomento ha avuto un’importante risonanza) e al fine più velato di non far procedere a modifiche “sottobanco” e all’insaputa degli elettori. Che si sia d’accordo o no con quello che è successo (e succederà), i fatti sono questi (M5S: la campagna per difendere l’art.138 della Costituzione).   LEGGI ANCHE La Costituzione cambierà entro ottobre 2014, grazie al Comitato dei 40 e i 35 saggi  

Costituzione in Movimento, iniziativa M5S in difesa dell’art. 138: ecco dove e quando

Il M5S ha invitato tutti i cittadini a informarsi sulla Costituzione, sul suddetto articolo e sulle conseguenze che la riforma dell’art.

138 potrebbero avere sul Paese. L’iniziativa partirà il 6 settembre, giorno nel quale si comincerà a discutere sulla riforma dell’art. 138 prima del voto previsto per il 9, e durerà tutto il weekend. Gli attivisti M5S saranno nelle principali piazze italiane con banchetti e stand per diffondere il materiale informativo ai cittadini interessati. Che lo si voglia o no, questa iniziativa sarà anche il termometro che misurerà l’attuale appeal del M5S, sondaggi discordanti a parte. L’obiettivo degli attivisti è infatti anche quello di sondare gli umori e continuare la propria propaganda anti-PD e anti-Pdl, in un momento di crisi politica come questo e, soprattutto, alle porte di un autunno bollente (Casaleggio dixit). Per partecipare all’iniziativa e visualizzare i luoghi dove saranno presenti gli attivisti M5S, sarà sufficiente consultare la mappa Google che esemplifica le presenze sul territorio, cliccando su questo indirizzo.
 

Art. 138 della Costituzione: ecco cosa dice

Movimento 5 Stelle a parte, in molti si domanderanno: cos’è l’articolo 138 della Costituzione e perché una sua modifica minerebbe la nostra democrazia? La copertura informativa a riguardo non sembra molta. Cercheremo dunque di far luce sull’art. 138 della Costituzione e, secondo noi, non c’è modo migliore di farlo che citandolo direttamente. L’art. 138 della Costituzione, infatti, recita: “Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni a intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione. Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi. Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.”  

Cosa prevede il ddl costituzionale?

Il disegno di legge costituzionale prevede che venga istituito un comitato di 40 membri il cui potere sia superiore a quello delle commissioni parlamentari, come invece previsto inizialmente dalla Costituzione; inoltre prevede una semplificazione relativa alla modifica della Costituzione, che passi attraverso la deroga all’art. 138; infine, preannuncia una futura modifica di alcuni titoli della seconda parte della Costituzione, ovvero quelli relativi alla forma di Stato e alla forma di governo.  

Contro la deroga all’art. 138: tutte le ragioni

Alla luce di quanto detto, perché l’art. 138 è uno dei principali temi che ruotano attorno al dibattito politico? La volontà del governo di modificare (o meglio, derogare) l’art. 138 della Costituzione si muove nella direzione e nell’obiettivo di poter effettuare modifiche semplici alla Carta.

La deroga all’art. 138 della Costituzione, in verità, sembra una ipotesi perfino più bizzarra rispetto a una modifica, poiché è proprio in questo intento che si esemplifica il potere “sopra le parti” (da leggersi, “sopra i cittadini”) della politica. Questa, almeno, la battaglia portata avanti dal Movimento 5 Stelle e dal Fatto Quotidiano, che proprio sulla limitatezza della forza politica ha voluto puntualizzare. L’art. 138, secondo i movimenti che lo difendono, è una chiave fondamentale per la democrazia italiana, proprio perché limita il potere politico, o comunque lo subordina in un certo qual modo ai cittadini. La difesa del pluralismo politico e il coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni politiche rappresentano due elementi cardine che secondo gli attivisti M5S e non solo vengono minacciati dall’eventuale deroga all’art. 138. Modifica degli articoli a parte, inoltre, il ddl punta su un nuovo organismo deliberativo, il Comitato dei Saggi, che bypassa la discussione sulle riforme del Parlamento, provocando conseguentemente una restrizione delle tempistiche tra le deliberazioni delle Camere, da 90 a 30 giorni. Ed è principalmente su questo punto che si è accesa la battaglia ostruzionistica del M5S in estate. Per spiegare meglio il secondo punto, invece, non possiamo non citare l’intervento di un professore ordinario di Diritto costituzionale alla Università Federico II di Napoli, Alberto Lucarelli, che in un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano e datata 14 agosto, ha affermato: “La nostra Costituzione si dice rigida e la sua rigidità è data proprio dal 138, cioè dal procedimento di revisione particolarmente articolato. Ora, certo che si può cambiare la Costituzione, ma non si può cambiare la rigidità: non si può rendere più facile il processo di revisione della Carta. E’ il nodo fondamentale.”  

Quagliarello: “Avanti con le riforme”

Il Ministro per le riforme costituzionali Gaetano Quagliarello, tuttavia, sulla questione taglia corto, affermando che il governo andrà avanti con le riforme e che quelle che riguardano la Costituzione e l’art. 138 sono necessarie. E voi che ne pensate? Siete favorevoli o contrari alla deroga all’art. 138 e perché? Non esitate a dirci la vostra opinione.

 

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