Cos’è la legge Severino e perché potrebbe essere applicabile

Cosa dice la legge Severino e perché il Pdl la ritiene non applicabile e incostituzionale? Andiamo a vedere cosa dice nel dettaglio la Legge e quali possono essere gli sviluppi futuri che ruotano attorno alla decadenza di Silvio Berlusconi.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Cosa dice la legge Severino e perché il Pdl la ritiene non applicabile e incostituzionale? Andiamo a vedere cosa dice nel dettaglio la Legge e quali possono essere gli sviluppi futuri che ruotano attorno alla decadenza di Silvio Berlusconi.

Cos’è la legge Severino e perché il Pdl la ritiene inapplicabile? Questa è forse una domanda che in molti si stano ponendo, vista la mole di articoli sul tema. La confusione, come al solito in questi casi, è tanta e risulta difficile sbrogliare la matassa. La questione relativa alla decadenza Berlusconi sta fermando un intero Paese e prolungando uno stallo del governo che dura da diversi mesi, grazie a rinvii e rimandi che si propagando di giorno in giorno. L’Italia è lasciata ai suoi problemi (che sono sempre quelli), mentre gli eventuali provvedimenti finalizzati a creare posti di lavoro restano sulle scrivanie in attesa che si sappia qualcosa sul destino di Berlusconi. Destino che frena principalmente davanti a una delle pregiudiziali proposte dal relatore Pdl, Andrea Augello: l’illegittimità della legge Severino. Andiamo a vedere più nel dettaglio cos’è la legge Severino e perché potrebbe non essere illegittima.   TI POTREBBERO INTERESSARE Barbara Berlusconi difende Silvio: “Mio padre non è un delinquente” Monti è l’avvoltoio sulla spalla di Berlusconi. Pronto un nuovo centodestra  

Legge Severino: la storia

La legge Severino, prende il nome da Paola Severino (ministro della Giustizia nel governo Monti) che l’ha formulata, recita le “disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”: dunque, in sostanza, disciplina l’incandidabilità e la decadenza dei politici eletti su cui pesa una sentenza anche non passata in giudicato. La legge è entrata in vigore il 5 gennaio 2013 e ha già mietuto alcune vittime, delle quali parleremo in seguito. Pur registrando una iniziale (e molto parziale) opposizione da parte del Pdl, la legge riuscì a passare in Senato il 17 ottobre 2012 totalizzando 256 voti favorevoli, 7 contrari e 4 astenuti. Due settimane più tardi, fu la volta della Camera, in cui i voti favorevoli furono 480, i contrari 19 e gli astenuti 25.  

Legge Severino: i punti fondamentali

La legge Severino tocca alcuni punti fondamentali, ovvero, in sintesi:

  • Incandidabilità e accertamento dell’incandidabilità in occasione delle elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica: chi ha riportato condanne definitive a pene superiore a 2 anni è incandidabile. 
  • Incandidabilità sopravvenuta nel corso del mandato elettivo parlamentare: nel momento in cui venga accertata una causa di incandidabilità nel corso del mandato elettivo, la Camera è chiamata a deliberare ai sensi dell’art. 66 della Costituzione.
  • Incadidabilità, accertamento e operatività dell’incandidabilità in occasione delle elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia: chi è incandidabile in base al primo punto sopra descritto, non potrà ricoprire alcuna carica all’interno del Parlamento europeo.
  • Divieto di assunzione e svolgimento degli incarichi di Governo nazionale: chi assume un incarico di governo ha l’obbligo di dichiarare di non trovarsi in nessuna condizione di incandidabilità.
  • Incandidabilità alle elezioni regionali, sospensione e decadenza di diritto per incandidabilità alle cariche regionali e cancellazione dalle liste per incandidabilità alle elezioni regionali.
  • Incandidabilità alle elezioni provinciali, comunali e circoscrizionali, sospensione e decadenza di diritto degli amministratori locali in condizione di incandidabilità e cancellazione dalle liste per incandidabilità alle elezioni provinciali, comunali e circoscrizionali.
  • Durata dell’incandidabilità: 6 anni più 1/3 in caso di abuso di potere.

Per leggere il testo integrale della Legge Severino, clicca qui.  

Legge Severino: quali sono i criteri di incandidabilità?

I criteri di incandidabilità, tema principale della legge Severino, sono i seguenti:

  • Peculato: “Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di denaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria, è punito con la reclusione da quattro a dieci anni. Si applica la pena della reclusione da sei mesi a tre anni quando il colpevole ha agito al solo scopo di fare uso momentaneo della cosa, e questa, dopo l’uso momentaneo, è stata immediatamente restituita”. La principale novità, sotto questo aspetto, è l’innalzamento della pena minima da 3 a 4 anni.
  • Corruzione: la “Corruzione per un atto d’ufficio” viene sostituita da “Corruzione per l’esercizio della funzione” e viene punita con la reclusione da 1 a 5 anni. Inoltre sono state inasprite le pene per il delitto di Corruzione in atti giudiziari (che passa a 4-10 anni), per corruzione propria (che passa a 4-8 anni), per peculato (4 anni) e per abuso di ufficio (1-4 anni). 
  • Concussione: il testo recita che “Il pubblico ufficiale che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità è punito con la reclusione da sei a dodici anni”.

Inoltre, la condanna per il reato di peculato, concussione e corruzione, “importa l’interdizione perpetua dai pubblici uffici“.  

Legge Severino: quando è stata applicata per la prima volta e chi ne ha pagato le conseguenze

La legge Severino ha già avuto la sua prima applicazione nel corso di questa estate, provocando la decadenza di 37 consiglieri: 17 regionali e 20 provinciali e comunali.  E allora la domanda è: perché solo adesso il Pdl s’infuria unito e compatto contro l’inapplicabilità di una legge che ha già fatto le sue vittime? Il Pdl insiste sul carattere non penale della legge, che dunque avrebbe come diretta conseguenza l’esclusione della retroattività, visto che Berlusconi è stato condannato per fatti avvenuti prima dell’entrata in vigore della legge. Già, ma allora perché nessuno ha alzato la voce quando la decadenza è toccata a Sergio Nappi, consigliere Pdl della Campania oppure a Giampaolo Lavagetto, consigliere Pdl dell’Emilia Romagna, i quali peraltro non hanno fatto altro che esprimere al massimo una timida protesta? Anche nel caso di Lavagetto la questione della retroattività poteva essere tirata in ballo, vista la condanna per peculato avvenuta nel 2010, ovvero circa 3 anni prima che la legge Severino entrasse in vigore.

Legge Severino: le reazioni del Pdl prima della condanna a Berlusconi

Inoltre, come riporta l’Espresso il 29 agosto, gli esponenti del Pdl non vedevano la legge Severino come il peggiore dei mali. Basta leggere una dichiarazione di Angelino Alfano a tal proposito (“Non abbiamo nessuna difficoltà a riconoscere il decreto sull’incandidabilità perché nasce da una nostra proposta che aveva come prima firma quella del sottoscritto”), o di Maurizio Lupi (“Il Pdl per la scelta dei propri candidati applicherà criteri molto rigidi e seguirà il decreto sull’incandidabilità”), o ancora di Nunzia De Girolamo (“C’è una legge di recente approvata che prevede l’incandidabilità di coloro che hanno condanne passate in giudicato: per me vale quella. Sono inoltre certa che Berlusconi adotterà un codice di moralità”).  

Perché la legge Severino può essere applicata

Nessuno ha parlato di incostituzionalità allora, additando il problema della retroattività: un problema che sembra non sussistere nel momento in cui si legge il testo della legge all’art. 1: “Non possono essere candidati e non possono comunque ricoprire la carica di deputato e di senatore:

  1. coloro che hanno riportato condanne definitive a pene superiori a due anni di reclusione per i delitti, consumati o tentati, previsti dall’articolo 51, comi 3-bis e 3-quater, del codice di procedura penale; 
  2. coloro che hanno riportato condanne definitive a pene superiori a due anni di reclusione per i delitti, consumati o tentati, previsti nel libro II, titolo II, capo I, del codice penale;
  3. coloro che hanno riportato condanne definitive a pene superiori a due anni di reclusione, per delitti non colposi, consumati o tentati, per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni, determinata ai sensi dell’articolo 278 del codice di procedura penale.”

Ciò che significa? Che la legge Severino esplicita direttamente la “condanna” e non il fatto compiuto: quindi, se il reato venisse compiuto nel 2010 e la condanna arrivasse dopo il 5 gennaio 2013, la questione retroattività decade di fatto. Cosa che è avvenuta nel caso Berlusconi, condannato dopo l’entrata in vigore della legge Severino. E voi cosa ne pensate? Non esitate a esprimere una vostra opinione a riguardo.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Politica

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.