Cosa farà la Fed con i $4.200 miliardi di bond USA in cassa?

Per la Federal Reserve non c'è solo il problema dei tassi USA, ma anche della gestione dei 4.200 miliardi di titoli in pancia, di cui l'80% acquistati durante la crisi.

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Per la Federal Reserve non c'è solo il problema dei tassi USA, ma anche della gestione dei 4.200 miliardi di titoli in pancia, di cui l'80% acquistati durante la crisi.

A settembre o al più tardi entro l’anno, la Federal Reserve ha segnalato che dovrebbe alzare i tassi USA per la prima volta dal 2006. Si tratta di un evento caricato forse di un significato ben più ampio di quello che ha nel concreto, frutto di quasi 7 anni di politica monetaria ultra-accomodante, basata sui tassi zero e sull’acquisto di circa 3.400 miliardi di dollari in Treasuries e mortgage-backed securities (Mbs), ossia di bond coperti da garanzia ipotecaria. Se alla fine del 2008, la Fed deteneva poco più di 800 miliardi di dollari in bond, adesso ne possiede 4.200 miliardi, di cui 2.460 in titoli di stato USA e il resto in obbligazioni private. Si tratta di un ammontare enorme, pari a quasi un quinto del pil USA, 5 volte tanto i livelli di 7 anni fa. Naturale che si creino preoccupazioni sulla gestione di questa massa di titoli, ora che l’accomodamento monetario giunge al termine.   APPROFONDISCI – Tassi Fed: il rialzo a settembre si avvicina, gli USA camminano tra 2 fuochi  

Strategie Fed

La Fed avrebbe a disposizione 3 strategie: 1) strategia passiva: man mano che i titoli arrivano a scadenza, l’istituto non rinnoverà il loro acquisto, né li venderà in anticipo; 2) strategia attiva: la banca centrale americana inizia a vendere i titoli; 3) strategia neutrale: i titoli continueranno ad essere reinvestiti alla scadenza. Iniziamo dall’ultimo caso: la Fed non acquista nuovi Treasuries o Mbs, per cui il suo bilancio rimane invariato, ma si limita a reinvestire i titoli arrivati a scadenza. Questo significa che il mercato dei bond verrebbe preservato da un possibile calo della domanda, in quanto l’istituto manterrebbe inalterate le quantità di titoli detenuti.

La strategia attiva sarebbe la più temuta dai mercati. In sostanza, il governatore Janet Yellen ordinerebbe ai suoi funzionari di iniziare a vendere i titoli in pancia, con la conseguenza di aumentarne l’offerta sul mercato e di provocare un rialzo dei rendimenti, corrispondente a un calo dei prezzi. Il Tesoro americano pagherebbe più salato il costo per rifinanziare il suo debito in scadenza e, in generale, aumenterebbe l’intera struttura dei tassi di mercato.   APPROFONDISCI – Bernanke rassicura: la Fed non ridurrà gli acquisti di bond  

Bond USA, il mercato assorbirà il colpo

Infine, la strategia passiva consisterebbe nel lasciare scadere i titoli, senza fare nulla. Né acquisti, né disinvestimenti, insomma. Il bilancio della Fed inizierebbe a contrarsi, man mano che i bond scadono e non vengono più rinnovati. Per il mercato, la strategia passiva sarebbe lo scenario “second best”, ovvero quello migliore, subito dopo la strategia neutrale. Il calo della domanda inizierebbe ad avvertirsi per gli investitori, ma non in maniera drastica. JP Morgan ha calcolato, al’epoca in cui l’istituto continuava ad acquistare bond, che per ogni 1.000 miliardi di dollari di titoli da esso comprati, i rendimenti dei Treasuries si riducevano dello 0,2%. Ora, prevedendosi che entro la fine del 2020 arriveranno a scadenza titoli per 1.300 miliardi di dollari, ciò equivarrebbe a prevedere un rialzo dei rendimenti legati all’attuazione della strategia passiva di non oltre lo 0,3% entro i prossimi 5 anni, un livello del tutto sostenibile per l’economia americana. Gli analisti, poi, si aspettano che la Fed mantenga il bilancio inalterato fino alla metà dell’anno prossimo e che solo successivamente potrebbe iniziare a mettere in atto la strategia passiva, di fatto con contraccolpi quasi impercettibili sui rendimenti. Per il resto, dovrebbe passare un decennio, prima che l’istituto torni ai livelli del bilancio di 7 anni fa. Ci sarà tutto il tempo perché il mercato assorba il colpo.   APPROFONDISCI – Fed ammette il caos: serviranno fino a 8 anni per vendere i bond del QE    

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