Corsa scudetto tra Juve e Napoli, ecco i milioni in gioco tra primo e secondo posto

Corsa scudetto tra Napoli e Juventus. Ma quanto vale vincere la Serie A? Ecco i numeri.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Corsa scudetto tra Napoli e Juventus. Ma quanto vale vincere la Serie A? Ecco i numeri.

Si è riaccesa la corsa scudetto della Serie A 2017/2018 con la rete di Kalidou Koulibaly segnata per il Napoli al 90-esimo minuto contro la Juve a Torino. Proprio le due squadre corrono per il titolo e i partenopei sperano che un calendario sulla carta loro più agevole possa più che annullare quel punto di vantaggio che ancora i bianconeri posseggono a 4 giornate dalla fine del campionato. Stasera, però, il derby d’Italia si preannuncia decisivo per capire l’aria che tira dalle parti di Massimiliano Allegri, il quale per non arretrare dal primo posto deve puntare alla vittoria contro l’Inter, nella speranza che il Napoli frani a Firenze contro i viola. Questione di ambizioni, di orgoglio, di rivalità storica tra il club azzurro e quello juventino, assurto quest’ultimo nell’immaginario cittadino napoletano a simbolo di un nord calcisticamente rapace e piglia-tutto. In gioco, però, ci sono anche – e per Aurelio De Laurentiis, soprattutto – interessi economici.

Il Napoli ora sogna lo scudetto e davanti ha un futuro d’oro

Chiediamoci quanto vale vincere lo scudetto, anziché fermarsi in seconda posizione della classifica. Per rispondere alla domanda, bisogna soffermarsi sulla ripartizione dei diritti televisivi, che sotto il contratto vigente valgono qualcosa come 924 milioni di euro, suddivisi in parti uguali per il 40%, sulla base del blasone per il 10%, del bacino della popolazione per il 5%, di tifosi per il 25% e, infine, dei risultati sportivi per 20%. Di quest’ultima percentuale, il 15% riguarda i risultati del quinquennio precedente e il 5% quelli dell’anno in corso. Poiché la ripartizione tra l’una posizione e quella immediatamente più bassa è quasi omogenea, a conti fatti vincere lo scudetto o arrivare secondi comporterebbe intascare una differenza di appena 200.000 euro: 4,4 milioni contro 4,2 milioni.

Cosa cambia in Champions

Per fortuna, dall’anno prossimo la riforma voluta dal ministro dello Sport, Luca Lotti, assegna maggiore peso ai risultati dell’ultimo anno, che incideranno per il 15% dei diritti complessivi. Ipotizzando che questi salgano intorno agli 1,2 miliardi, al netto delle commissioni a Infront, advisor della Lega di Serie A, chi vincerà il prossimo scudetto dovrebbe portarsi a casa circa 800.000 euro in più di chi arriverà secondo. Tuttavia, nemmeno dalla prossima stagione sarà questa la spinta economica decisiva per ambire al primato. Non dimentichiamoci della Champions League. Dall’anno prossimo, i primi 4 campionati di calcio europei, tra cui la Serie A, invieranno nella competizione 4 squadre e non più 2+1. Allo stesso tempo, si riduce la quota destinata al market pool dal 40% al 15%, pur in presenza di una lievitazione degli incassi dei diritti a 3,4 miliardi (Europa League, inclusa) dai 2,3 miliardi del triennio in corso. Di questi, 1,9 miliardi sono stanziati ai montepremi di Champions.

Dunque, i diritti televisivi spettanti alle 4 squadre italiane scenderebbero dai 110 milioni attuali a circa 54 milioni, presupponendo che resti al 19% la quota spettante all’Italia. In più, tale premio va suddiviso per un maggiore numero di partecipanti. Quest’anno, la spartizione per la quota fissa del 50% è stata sulla base dei risultati in classifica di Serie A della stagione 2016/2017, ovvero 50% Juve, 35% Roma e 15% Napoli. Dalla prossima stagione, sarà suddivisa in 40%, 30%, 20% e 10%, sempre in base al posizionamento in classifica. Dunque, chi vince lo scudetto avrà diritto a percepire dall’anno prossimo circa 2,7 milioni in più di chi arriva secondo per il solo accesso alla Champions. Il restante 50% del market pool, invece, continuerà ad essere suddiviso in base al numero delle gare disputate da ciascuna squadra italiana.

In altre parole, tra ripartizione dei diritti di Serie A e market pool con la Champions, il primo classificato dovrebbe portarsi a casa 2,9 milioni di euro in più di chi arriva secondo. In termini monetari, dunque, la battaglia tra Juve e Napoli si concentrerebbe su meno di 3 milioni di euro, ma se i criteri di accesso e di ripartizione dei diritti della Champions fossero rimasti uguali, la differenza sarebbe stata di ben 8,5 milioni complessivamente. Come dicevamo, poi, vincere lo scudetto dall’anno prossimo sarà più incentivante, ma non tale da rimpiazzare le perdite subite per i minori diritti fissi del market pool con le nuove regole di distribuzione. Pare proprio che il Napoli, se dovesse riuscire nella storica impresa, abbia sbagliato stagione.

Perché il Milan deve a tutti i costi entrare in Champions League 

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Argomenti: Economia nel pallone

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