Corsa al Quirinale: chi sarà il prossimo Presidente della Repubblica?

Si avvicina la fine del mandato di Giorgio Napolitano con la strada spianata alla modifica della Costituzione: chi sono i papabili candidati?

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Si avvicina la fine del mandato di Giorgio Napolitano con la strada spianata alla modifica della Costituzione: chi sono i papabili candidati?

Si avvicina la fine del mandato di Giorgio Napolitano e si apre la corsa al Quirinale per quello che potrebbe essere il nuovo Presidente della Repubblica. Con la strada spianata alla modifica della Costituzione e con l’approvazione del disegno di legge che vedrà la nascita del nuovo Senato, si avvicina il momento per Giorgio Napolitano di rassegnare le dimissioni per il suo mandato presidenziale. Anche se recentemente il Presidente della Repubblica ha ufficialmente slegato la durata del suo secondo mandata dalla questione riforme istituzionali, nessuno può dimenticare che in occasione della sua seconda elezione Giorgio Napolitano, nell’aprile del 2013, legò la sua carica all’incapacità del Parlamento di trovare una valida alternativa al suo nome. Non ci sono, quindi, certezze sul tempo di durata dell’incarico dell’attuale Capo dello Stato, ma i politici e il palazzo sono pronti a trovare un’intesa che possa sostituire Re Giorgio.  

I papabili

Anche se, come è risaputo, chi è favorito all’inizio non riesce mai ad ottenere la carica, c’è una rosa di papabili con quote preferenze. Vediamo quali sono i nomi dei favoriti. Uno dei nomi che risulta tra i favoriti è quello di una donna, Roberta Pinotti, già ministro, ha buoni rapporti sia con Matteo Renzi sia con Napolitano; fatto non di secondaria importanza è che è stata sempre considerata filoatlantica. Favorita al 50%. Un curriculum di tutto rispetto è quello di Pier Ferdinando Casini, dato per favorito al 15%. Essendo già stato anche Presidente della Camera il ruolo istituzionale sembra appartenergli. Ha un buon rapporto con Berlusconi. Altro nome è quello di Romani Prodi cui è data una preferenza del 5% dopo le vicende dello scorso aprile. L’unico modo per richiudere la ferita aperta nel centrosinistra con la vicenda dei 101 sarebbe di vedere il Professore al Quirinale, ma se non ci si è riusciti ad aprile 2013, perché ci si dovrebbe riuscire ora? A Walter Veltroni è dato il 10% delle probabilità di essere eletto, ma anche non essendoci un veto esplicito da parte del centrodestra su di lui, i rapporti con l’ex leader del Pd non sono idilliaci. Lo stesso Matteo Renzi potrebbe vedere in Veltroni una figura in grado di metterlo in ombra, quindi potrebbe essere lo stesso premier a bloccarne la candidatura. Il vero fuoriclasse sembra essere Dario Franceschini, dato al 20%, attuale ministro della Cultura, ex segretario del Pd e capogruppo del Pd alla Camera.

Persona di fiducia di Napolitano, braccio destro di Renzi, abile politico che ha aiutato il Presidente del Consiglio ad arrivare a Palazzo Chigi.

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