Corruzione in Italia alta come a Cuba, terzultimi in Europa per trasparenza

La corruzione percepita in Italia è la terza più alta in Europa. Siamo lontanissimi da tutto il Centro-Nord del Vecchio Continente, alla pari con Cuba e poco meglio all'Arabia Saudita. Dal 1995 ad oggi, nessun miglioramento.

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La corruzione percepita in Italia è la terza più alta in Europa. Siamo lontanissimi da tutto il Centro-Nord del Vecchio Continente, alla pari con Cuba e poco meglio all'Arabia Saudita. Dal 1995 ad oggi, nessun miglioramento.

Secondo il rapporto di Transparency International, l’Indice di Corruzione Percepita in Italia è risultato nel 2016 il terzo più alto nella UE, dopo Grecia e Bulgaria. Per livello di trasparenza, infatti, il nostro paese si è posizionato alla 60-esima posizione, la stessa di Cuba, davanti solo alla 69-esima di Atene e alla 75-esima di Sofia. Una classifica, che ci vede molto lontani da altre economie europee, come la Danimarca che si piazza all’ultimo posto nel mondo per corruzione percepita, diventando così prima per trasparenza, seguita (sempre nella UE) dalla Finlandia (terzo posto assoluto) e da Svezia, Svizzera, Norvegia, Olanda, Germania, Lussemburgo e Regno Unito, tutti paesi rientranti nella top ten mondiale. La Francia si posiziona al 23-esimo posto, la Spagna al 41-esimo.

Per capire chi abbiamo come vicini di classifica, basti pensare che la Romania fa meglio di noi, collocandosi in posizione numero 57, mentre poco peggio di noi fanno Sao Tomè e Principe e Arabia Saudita al 62-esimo posto. Chiudono la classifica Corea del Nord, Sud Sudan e Somalia. (Leggi anche: Italia paradiso della corruzione)

Italia male in classifica da sempre

Rispetto allo scorso anno saliamo di una posizione in trasparenza, mentre la Spagna, ad esempio, ne scende cinque. Ma non cambia quasi nulla in rapporto alle altre economie europee, come evidenziano i dati risalenti al 1995. Anche in quell’anno, l’Italia risultò ultima per trasparenza tra le grandi economie del Vecchio Continente, ottenendo un punteggio pari a 2,99, che ci avvicinava più all’Indonesia, ultima in classifica con 1,94, che non alla Germania (8,14), alla Francia (7), al Regno Unito (8,57) e alla Spagna (4,35). Anche a metà anni Novanta, primeggiava in Europa la Danimarca (9,32), seconda al mondo, dietro solo alla Nuova Zelanda.

Attenzione, in teoria, la corruzione percepita potrebbe non corrispondere a quella reale. Io posso immaginare che il mio paese sia più corrotto di quello che è effettivamente, oppure lo suppongo molto più pulito della realtà. Non facciamoci illusioni, perché lo stesso report ci dice che le due cose tendono quasi perfettamente a coincidere, ovvero cittadini e imprese percepiscono come corrotto il sistema in cui vivono e agiscono, perché effettivamente lo è. (Leggi anche: Corruzione percepita, Italia penultima in Europa)

 

 

 

 

Tra Nord e Sud Europa c’è uno spread di trasparenza

E che la corruzione non sia solo un fenomeno dalla rilevanza penale lo chiarisce anche quella classifica sopra esposta per somme linee. Non serve essere economisti per capire che i paesi più trasparenti siano anche quelli più ricchi, dove il benessere è più diffuso e dove persino le disuguaglianze sociali tendono ad essere minori tra la popolazione. C’è uno spread di trasparenza tra Nord e Sud Europa, come evidenziano i dati. Se tra le prime dieci posizioni al mondo per trasparenza, nove sono paesi dell’area del Centro Nord del Vecchio Continente, qualcosa vorrà significare.

Che tra le prime 30 economie percepite come meno corrotte se ne trovi appena una del Sud Europa (il Portogallo, 29-esima posizione) non è che la conferma di quanto abbiamo appena affermato. La corruzione è il male che affligge il Mediterraneo, altro che la lotta contro l’austerità o l’euro. E guarda caso, parliamo di paesi caratterizzati da alta tassazione, alta burocrazia e da una bulimia legislativa incessante, che paralizzano l’economia con una sovra-regolamentazione inutile ai fini delle tutele di chi andrebbe garantito, dannosa per gli effetti perversi che provoca nella creazione e distribuzione della ricchezza. (Leggi anche: Codice appalti, riforma facilita corruzione)

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